Basta finanziamenti a pioggia. Sì all’infrastruttura delle opportunità

di Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

Il salto da una logica regionale a una statale, da una Sardegna governata da regione a una Sardegna governata come uno Stato, sta nel passaggio dalla logica della quantità a una logica della qualità, da una logica della delega a una della responsabilità, dalla logica dell’accontentare tutti e non risolvere nulla a una logica dal fare scelte forti, strutturali, che riformino e trasformino la nostra terra e la sua economia dando a ciascuno la possibilità di vivere dignitosamente, di veder crescere le proprie capacità, di essere messo in condizione di tradurle in azioni che creino prosperità individuale e collettiva.

Per questo ha fatto bene il Presidente Pigliaru a sottolineare che in materia di programmazione dei fondi europei il punto non è la quantità ma la qualità delle scelte. Certo, conquistare 5 mld può essere un vanto, e spenderli tutti è un imperativo. Ma la vera rivoluzione per la Sardegna è investirli bene. Spenderli per fare cose che a loro volta producano ricchezza. Che mettano i sardi in condizione di generare lavoro. Che creino una vera e propria infrastruttura delle opportunità.

Per questo ha fatto benissimo il Presidente Pigliaru a dire che “i fondi strutturali devono servire per cambiamenti strutturali” e questo può avvenire solo evitando di “ripetere gli errori del passato come è stato separare i progetti in mille rivoli”. Dunque, basta finanziamenti a pioggia – come abbiamo detto fin dalla campagna elettorale noi del Partito dei Sardi – e avanti coraggiosamente con il cambio di logica. Per dirla sempre con il Presidente Pigliaru: “A differenza della precedente, la programmazione 2014-2020 è sotto la nostra responsabilità. Dobbiamo fare le cose giuste, non disperdere in mille rivoli, ma concentrare per integrare. Si può davvero crescere solo se si investe parallelamente sulle infrastrutture e sulle persone”. Dunque, infrastrutture e istruzione in primis. Per poter poi ottenere effetti a cascata, in particolare su turismo e agricoltura.

Ecco che finalmente si afferma nella politica sarda una matura logica da Stato, quella logica che con Paolo Maninchedda abbiamo esplicitato nel manifesto-programma del Partito dei Sardi, L’indipendenza della Sardegna: “Non tutto ciò che si spende è giustificabile nella situazione di emergenza di emergenza in cui si trova la Sardegna. Si dovrà avere il coraggio di distinguere tra obbiettivi strategici, urgenti e importanti, e obbiettivi di minor valore o comunque rinviabili. Per farlo occorre il coraggio dei veri riformisti, ovvero la capacità di fare scelte, di uscire da una politica che finge di scegliere mentre in realtà finanzia senza strategia tutto e il contrario di tutto pur di mantenere un consenso immediato”.

Come si vede la visione di una Sardegna che attraverso l’Europa riguadagna spazi di protagonismo e inizia a fare una sua politica estera; una Sardegna che agisce sovranamente, usando i propri poteri con responsabilità e coraggio per dar forma a una collettività libera, prospera, giusta, degna, avanza e diventa patrimonio comune.

Lo avevo scritto nel nostro manifesto. Era diventato materia di accordo programmatico col Presidente Pigliaru. Oggi si traduce in pratica.

A noi dunque evidenziare e dar merito dei passi avanti che insieme stiamo facendo. E a noi spingere in modo propositivo e determinato per non indietreggiare davanti alla sfida ma anzi compiere nuovi coraggiosi passi avanti nel cammino di autodeterminazione dei sardi. Consapevoli che sarà il cambio di logica che riusciremo ad affermare in tutti i campi a fare di questo nostro governo il punto di non ritorno nella capacità dei sardi di pensare e agire finalmente da Stato e  per dimostrare nei fatti che portare l’indipendentismo al governo è stato il miglior investimento per il Partito dei Sardi ma ancor di più per la nostra gente, per la nostra Nazione.

Avanti dunque, anzi, a innantis!

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