Basta con la follia del Parlamento chiuso al popolo sardo

angioyOggi, 28 aprile, nell’aula del Parlamento Sardo si celebra un doppio evento di popolo. La festa nazionale dei sardi e la costituzione di un tavolo di coordinamento fra il Parlamento dei sardi e quello dei corsi. Eppure in platea non c’è il popolo. Forse perché la festa non è sentita e l’evento internazionale non compreso? Non credo. Il punto è che ci siamo abituati al fatto che il Parlamento sardo sia un luogo chiuso. Un luogo per eletti, nel doppio senso del termine. Ma le abitudini si cambiano. Vanno cambiate. Per questo dico che  bisogna abolire questa regola folle che dalla notte dei tempi prevede che in Consiglio regionale si possa entrare solo se autorizzati da un consigliere regionale. Il Parlamento sardo è di ogni sardo. Anche di chi non conosce nessun rappresentante eletto. O il Parlamento Sardo, fatte salve le ovvie garanzie di sicurezza, si apre alle cittadine e ai cittadini sardi, alla loro presenza e partecipazione, oppure tradisce il senso della sua stessa esistenza. Se vogliamo festeggiare il popolo lasciamolo prima entrare.

Questo è l’impegno che in questa data solenne ogni forza politica dovrebbe prendere e noi del Partito dei Sardi certamente prendiamo.

Bivat su populu sardu!
Bivat su populu corsicanu!
Bivat sa Die!

A innantis!

 

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale del Partito dei Sardi

 

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