Autoritarismo, bugie e sacchetti di plastica

Oggi il Tribunale Supremo spagnolo, che sa di franchismo già nel nome, decide se continuare a tenere in carcere Oriol Junqueras, leader di ERC, la sinistra repubblicana di Catalogna. Proprio ieri il pavido Consiglio d’Europa ha segnalato la Spagna come esempio di mancanza di separazione fra potere politico e giudiziario. La storia pare già scritta. E il rischio concreto è che brave persone, padri di famiglia, insegnanti, attivisti nonviolenti come Junqueras, Forn, Sanchez e Cuixart continuino a stare in prigione con la sola colpa di essere indipendentisti, vincenti, amati dal loro popolo. Di tutto questo, nella poverissima campagna elettorale italiana che inizia a suon di sacchetti biodegradabili e fake news, ovviamente non c’è traccia. Perché i diritti civili, e dunque il vero senso dell’Europa, sono cosa troppo seria e complicata per chi ha fatto dell’arte di arrangiarsi, del clientelarismo, del cambiamento sempre di facciata e in carico ad altri (vedi il bel film di Ficarra e Picone “L’ora legale”) la propria regola e ragione d’esistenza.
Per noi invece quello che oggi succede in Spagna conta. E non solo perché siamo solidali con Oriol Junqueras e l’indipendentismo catalano. Ma perché ci interessa la democrazia, ci interessano i diritti civili, ci interessa la dignità e la libertà delle persone che si battono pacificamente per i valori più alti. Perché in fondo in questa vicenda vediamo noi stessi e ogni persona normale che sul pianeta lotta con le soli armi della democrazia per la propria gente e la propria terra.
Teniamo accesa la coscienza e l’intelligenza. Ne va del futuro del pianeta – invaso da autoritarismo, bugie e buste di plastica – e dunque della Sardegna.
Fortza Oriol! A innantis!

Franciscu Sedda
Presidente Nazionale Partito dei Sardi

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