Alla riforma del Senato rispondiamo scrivendo la nostra Carta di Sovranità

di Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi
La riforma del Senato italiano passa e già si levano le litanie di deputati, senatori e consiglieri sardi per “l’Autonomia a rischio”. I nostri non hanno capito che l’Autonomia non è a rischio, l’Autonomia è morta!
Centralizzazione o non centralizzazione L’Autonomia è morta. È morta perché è restata viva l’idea di una Sardegna sovrana. È morta, l’Autonomia, perché è restato vivo e si è rafforzato il sentimento che la Sardegna è un’altra cosa. È morta, l’Autonomia, perché il nostro istinto di nazione e autodeterminazione è più forte della pulsione all’autodistruzione. Piaccia o non piaccia.
Il punto è dunque smetterla con le litanie e con gli attitidos.
Facciamo sentire la nostra voce, il nostro canto corale, il nostro cuncordu per una Sardegna nuova, diversa, migliore. Scriviamo insieme, subito, un nuovo Statuto che sia una vera Carta di Sovranità della Sardegna.
È un obbiettivo a portata di mano, un obbiettivo condivisibile da una maggioranza del consiglio, un obbiettivo coerente tanto con i propositi di chi si lamenta della ricentralizzazione dello Stato tanto con quelli di chi, come noi del Partito dei Sardi, vuole avanzare verso l’indipendenza.
Facciamolo, seppelliamo noi l’Autonomia e solleviamo l’Italia dall’onere di ridicolizzarci seppellendola al posto nostro.
A innantis!