Alla conquista del nostro mare

La Sardegna ha un valore aggiunto generato dal totale dei settori connessi all’economia del Mare pari a 1,6 miliardi di euro, il 5,3% del totale del valore aggiunto prodotto nel nostro territorio nazionale.
Il 91% dell’import-export della Sardegna viaggia via mare e l’isola risulta seconda nello Stato italiano, dopo la Liguria, per numero di posti barca e per posti barca oltre i 24 metri. Nei porti sardi è cresciuto del 4,7% nel 2016 anche il trasporto autoveicoli (RO-RO) mentre è temporaneamente in calo la movimentazione dei container a causa della cancellazione del porto di Cagliari da alcune rotte internazionali. Cagliari, in particolare, è il secondo porto all’interno dello Stato italiano per movimentazione di rinfuse liquide, il terzo per movimentazione merci con 40 milioni di tonnellate. Il suo traffico passeggeri, inoltre, è in forte crescita: a Cagliari ne sono transitati 518mila. Altro vettore di crescita dell’economia del mare è la crocieristica che in Sardegna sta avendo un forte impatto. Sono alcuni dei dati emersi oggi in occasione del convegno “Economia del mare opportunità di sviluppo per la Sardegna“, organizzato da Banca Intesa e ospitato da Confindustria Sardegna meridionale. Resta da capire se quando i relatori dicono che “gli scali sardi generano 500 milioni di euro di valore aggiunto per l’economia nazionale [italiana]” stiano parlando di risorse perse per la Sardegna, probabilmente a causa del fatto che molti operatori hanno sede fiscale fuori dalla Sardegna o per il fatto che la Sardegna lascia una parte della ricchezza derivate dale imposte allo Stato. Come che sia l’economia del mare può e deve crescere ulteriormente, divenendo uno degli asset dell’economia della nazione sarda. I presupposti ci sono.
Un segnale positivo in questi giorni arriva dall’impegno del neopresidente dell’Autorità portuale della Sardegna, Massimo Deiana, che ha posto come una delle linee guida non solo il rafforzamento delle infrastrutture ma anche la volontà di lavorare “sull’appetibilità dei nostri scali a partite dalla riduzione delle tasse”, un elemento da tempo proposto pubblicamente dal Partito dei Sardi in vista di una più efficace e proattiva politica dei trasporti.
Le buone idee piano piano si fanno strada. Noi del Partito dei Sardi siamo qui per portarle testardamente avanti. Con pazienza e determinazione noi sardi, insieme alla libertà, riconquisteremo anche il nostro mare.

A innantis!

Franciscu Sedda

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