Al lavoro per una nuova coscienza nazionale

220px-J.M._Angioy«Proprio nelle nostre storie – non serve ricordare che qui è nata la prima Costituzione europea e che modelli di autodeterminazione hanno trovato realizzazione sotto la guida di eroi nazionali come Pasquale Paoli e Giovanni Maria Angioy troviamo riferimenti utili che indicano la strada di una moderna sovranità compatibile con i principi fondanti l’Europa dei popoli e il moderno federalismo democratico».

Non male vero? Ma immagino che qualcuno, sapendo che l’ha detto Gianfranco Ganau, il Presidente del Parlamento Sardo, storcerà il naso. Io invece ci vedo il fatto che, grazie al nostro lavoro, anche grazie al rapporto che stiamo costruendo con la Corsica, le nostre istituzioni lanciano segnali di coscienza nazionale.
Benché col Presidente Ganau le differenze ci siano e siano certamente tante, il fatto che lui parli di Giovanni Maria Angioy – che ricordiamolo concluse la sua vita in esilio lavorando perché la Nazione sarda potesse diventare Repubblica indipendente – come “modello di autodeterminazione” e come “eroe nazionale” non solo gli va riconosciuto a merito, ma è dimostrazione che c’è spazio per creare una memoria nazionale condivisa da tutti i sardi, e dalle istituzioni sarde in primis. Il che è un buon segno, perché senza questa memoria nazionale non si può sperare di vincere un domani un referendum d’indipendenza.

Un segno altrettanto buono è che questa parte del discorso non sia stata riportata dai media nostrani, ai quali viene automatico dare risalto a qualunque cosa aumenti le divisioni interne ai sardi e quasi mai ai momenti di unità della Nazione sarda.
Insomma, il lavoro è tanto. Ma qualcuno – noi – lo sta facendo.
A innantis!

Franciscu Sedda
Segretario nazionale Partito dei Sardi

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