Insegnanti sardi in Sardegna!

Scuola, sit in docenti sardi,no riforma che ci fa 'emigrare'

Il Partito dei Sardi esprime il suo sostegno agli insegnanti sardi mobilitati contro le follie dello Stato italiano e appoggia le azioni della Giunta rivolte a far in modo che i nostri insegnanti non debbano emigrare dall’Isola per veder riconosciuto il loro diritto alla stabilizzazione.
Il trattamento dello Stato nei confronti dei nostri insegnanti dimostra, oltre che una scarsa conoscenza della geografia (andare da Milano a Verona non è come andare da Cagliari a Roma!), quanto sia necessario prendere definitivamente e completamente in mano le competenze in materia di istruzione. Solo acquisendo piena sovranità sull’istruzione, sulla sua organizzazione così come sui suoi contenuti, si può costruire una scuola a misura dei sardi, siano essi insegnanti o alunni.
Il Partito dei Sardi lo ha sempre detto e lo ribadisce. La scuola in Sardegna deve essere governata dalla Sardegna e per la Sardegna. Per creare una società più colta e più aperta; per ricucire gli strappi che la scuola italiana ha inferto alle nostre coscienze private a scuola della propria storia, della propria lingua, dei propri saperi, del proprio territorio; per creare cittadini sardi consapevoli di sé e protesi verso il mondo, più istruiti e dunque con più opportunità di realizzazione personale e lavorativa davanti a sé.
Si dirà ancora una volta che sì, sarebbe bello, non dover sottostare più alle follie e alle ingiustizie dello Stato; sì, sarebbe bello avere una nostra scuola a misura del nostro progetto di società futura; sì sarebbe bello ma…i costi?
Bene. La nostra proposta è semplice. Prendiamoci la scuola e prendiamoci maggiori compartecipazione. Anzi, prendiamoci tutta quella parte di compartecipazione oggi trattenuta dallo Stato.
Faremo due grandi favori.
Allo Stato italiano, sollevato (oltre che da brutte figure) dal dover stare a trattare con questi sardi petulanti che non amano muoversi dalla propria terra. A noi stessi, sollevati dal dover star dietro alle follie di uno Stato che non perde occasione per ricordarci che faremmo meglio a fare da noi se vogliamo avere un futuro.
A innantis!

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi