Comunicato: 210 milioni di euro sottratte da Agea e dallo Stato alla Sardegna dalla Politica Agricola Comunitaria

Comunicato: Nei prossimi 6 anni 210 milioni di euro sottratte da Agea e dallo Stato alla Sardegna dalla Politica Agricola Comunitaria. Il Partito dei Sardi, dati alla mano, denuncia il rischio e chiama la maggioranza ad un’azione unitaria.

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

Il Partito dei Sardi ha segnalato a maggio la grave situazione e il danno economico per il comparto agricolo causato dal “refresh” voluto da Agea (l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, con sede, come al solito, a Roma). Il 27 maggio i nostri consiglieri regionali, Pier Mario Manca e Augusto Cherchi, insieme all’intero gruppo “Soberania e Indipendentzia” presentavano una mozione (LEGGI) per segnalare il danno immediato che la trasformazione della catalogazione della nostra macchia mediterranea da “pascolo arborato” in “bosco” avrebbe causato a 12.000 aziende sarde.

Nella mozione, indirizzata al Presidente della Giunta e all’Assessore all’Agricoltura, si proponevano inoltre una serie di soluzioni di breve, medio e lungo periodo per sventare attacchi e garantire certezze al nostro comparto agricolo.

Nei giorni scorsi il neo-segretario del PD sardo, Renato Soru – a cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro – ha sollevato nuovamente la questione in qualità di eurodeputato.

Nel mentre, come Partito dei Sardi, siamo venuti in possesso di ulteriori informazioni che trasformano il quadro già descritto da critico a tragico, se non mortale.

Stando ai dati relativi al terzo ciclo di refresh le superfici sarde hanno avuto delle variazioni cosi come si può evidenziare dal dettaglio:
– Arboricoltura da legno (codice 500) e’ passata da 17.272 ettari a 18.903 ettari con una crescita di 1.631 ettari
– Pascoli polifiti tipo alpeggi (638) sono passati da 151.242 ettari a 154.550 ettari con una cresciuta di 3.308 ettari
– Boschi (650) sono passati da 291.152 ettari a 565594 ettari con una crescita di 274.442 ettari
– Coltivazioni arboree specializzate (651) sono diminuite di 4.984 ettari
– Pascoli magri tara 50% (654) sono passati da 475805 ha a 377438 con una diminuzione di 98367 ha
– Pascoli magri tara 20% (659) sono passati 468.716 ettari a 261.818 ettari con una diminuzione di 206.898 ettari
– Manufatti (660) sono aumentati di 5.642 ettari
– Aree seminabili(666) sono passate da 623263 ha a 606931 con una diminuzione di 16332 ha
– Aree non coltivabili (770) sono passate da 44.809 ettari a 81.118 ettari con una crescita di 36.309 ettari
– Le Tare (780) sono passate da 15.854 ettari a 19.391 ettari con una crescita di 3.537 ettari.

In totale la Sardegna si vedrà riconosciuti 635.885 ettari di superficie in meno potenzialmente utilizzabili ai fini della nuova PAC. Anche con un calcolo di utilizzo al 50% questo significa quasi 300.000 ettari di terreno con potenziale valenza a Superficie Agricola Utilizzata (SAU) e una perdita di oltre 35.000.000 di euro all’anno che nei prossimi 6 anni potrebbe valere un totale di 210 milioni di euro sottratte alla Sardegna dalla sola PAC Politica Agricola Comunitaria, senza contare la stessa superficie sottratta alle misure del PSR.

Un colpo mortale per tutto il sistema agropastorale sardo. Il tutto a vantaggio delle regioni e dell’agricoltura italiana, quella del nord in particolare.

Per questo serve un’azione politica forte e immediata.

Per questo il Partito dei Sardi propone di unire le forze per individuare soluzioni condivise e far valere, a tutti i livelli istituzionali, gli interessi della Sardegna e del nostro comparto agropastorale. In particolare, viste anche le dichiarazioni di Renato Soru, riteniamo sia urgente e necessaria un’azione congiunta della nostra maggioranza di governo per bloccare Agea e affermare il diritto a vivere e prosperare del nostro sistema agropastorale.

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

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