Il blog di Paolo Maninchedda

L’indipendenza è responsabilità del proprio futuro

Ecco il testo dell’intervista rilasciata ieri da Paolo Maninchedda al giornalista Antonio Grizzuti de La Verità.

Professore, può spiegarci le motivazioni che hanno portato il Partito dei Sardi a proporre l’introduzione di una Costituzione? L’obiettivo finale è quello di costituire effettivamente uno Stato indipendente dall’Italia attraverso una procedura di autodeterminazione?

Per cambiare la realtà – e quella della Sardegna obbligatoriamente deve essere cambiata – bisogna immaginarla diversa. Pensiamo sia stato utile dimostrare che i poteri pubblici, i diritti e i doveri dei cittadini, la regolazione della libertà, possono essere pensati e organizzati diversamente da come lo sono oggi. Certamente l’obiettivo è la fondazione della Repubblica di Sardegna, ma con gradualità, democrazia e metodo gandhiano. Non ci faremo mai

Partito dei Sardi: una rete di persone al lavoro per la propria gente

di Franciscu Sedda
In questi giorni il Partito dei Sardi è impegnato su molteplici fronti. La visita alla Baleari e il consolidarsi dei rapporti con il Governo della Corsica è parte di un lungo lavoro rivolto a creare una vera politica estera della Sardegna. Questa internazionalizzazione della Sardegna – dei suoi diritti e dei suoi interessi – promossa dal nostro Governo

Dove si produce nuova ricchezza in Sardegna? Con un post scriptum sulla sanità e sui manager

di Paolo Maninchedda
Ieri il Sole 24 ore ha pubblicato la graduatoria delle province italiane fondato sulla variazione di valore aggiunto prodotto.
Prima in Italia la provincia di Oristano.
Non sono minimamente d’accordo col presidente della Confindustria oristanese che attribuisce questo dato alla presenza di campi eolici e fotovoltaici nel territorio (vi sono altre province con presenze più consistenti e tessuto produttivo consolidato. A Oristano c’è il polo agro-alimentare della Sardegna ed è quello che sta tirando.
Ma ciò che più mi preme far notare è il dato morale: se le imprese di Oristano fanno registrare nel 2015 il miglior incremento di valore aggiunto (+45,3%) è indiscutibile che i sardi sanno essere moderni, capaci e competitivi. Evidentemente sappiamo reggere e interpretare anche le sfide più importanti

La costanza del radicamento indipendentista

di Paolo Maninchedda
È troppo presto per commentare i risultati elettorali, anche perché lo spoglio nelle grandi città è lentissimo. Però alcuni dati si possono già commentare, dal nostro punto di vista.
In primo luogo, noi siamo l’unico partito indipendentista che ha esposto il suo simbolo non solo dove sapeva di essere radicato, ma anche dove lavorava per la prima volta a un radicamento.

Non di dimensioni si tratta, ma di libertà. (Gli orsi possono mangiare pesci ma non chi vola)

di Paolo Maninchedda
Il fisco italiano, uguale da Aosta a Pantelleria, è sommamente ingiusto e anche la progressività dell’imposta applicata in contesti di accumulazione non paritari è ingiusta.
Ma dire che la pressione fiscale patita dalla Sardegna è doppiamente ingiusta (troppo alta e troppo indifferente al differenziale di ricchezza accumulata nelle diverse regioni della Repubblica Italiana), significa porre una questione di sovranità, giacché il fisco, cioè le tasse, sono la forma più impattante di intervento e di potere dello Stato. Qui sta il mio dispiacere con CNA, con Confindustria, con i sindacati e con tanti altri: lavoro, ricchezza e sovranità sono legati, invece tutte queste sigle, figlie dell’educazione italiana, arrivano con l’analisi sempre fino ad un certo punto e poi scappano.
Se si vuole un fisco più giusto si deve volere un potere più giusto.
Perché ci si lamenta del fisco e non si lotta per un potere sardo, moderno, agile, non fondato sul sospetto, orientato per la libertà, la ricchezza e il lavoro?
In altre regioni d’Europa, gli imprenditori grandi e piccoli hanno fondato gli Stati. Qui in Sardegna si fanno fare le diagnosi dagli altri. Per fortuna, non tutti.

Incasseremo le nostre entrate. Questo lo abbiamo voluto noi

di Paolo Maninchedda
Quella di oggi passerà alla storia come il più importante risultato politico della Giunta Pigliaru. Il Governo italiano ha approvato le norme di attuazione dell’art.8 dello Statuto, cioè le nostre tasse.
Fino ad oggi non c’era riuscito nessuno. Si può dire tutto della strategia ‘morbida’ di Pigliaru col Governo italiano, ma questo è un fatto che gli dà ragione. Vedremo se ne arriveranno degli altri, ma anche se dovessero arrivare delusioni, questo rimarrà un successo, perché è stata veramente definita la vertenza entrate. Prima si è chiacchierato; prima ci sono stati premi e sgambetti a seconda di chi governava a Roma e in Sardegna; adesso ci sono norme chiare. Resta l’atto formale del Decreto del Presdiente della Repubblica. E non è un caso che ci si sia riusciti quando a presiedere la Commissione paritetica è stato un sardo, il senatore Francesco Sanna.
Un pezzo importante di questa vittoria è nostro, del Partito dei Sardi.

Destinazione indipendenza.
Si comincia a Cagliari il 29 aprile, THotel

di Paolo Maninchedda
Il 29 aprile faremo una grande manifestazione per l’indipendenza della Sardegna a Cagliari, al THotel.
Stiamo costruendo la lista in questi giorni.
A tutti diciamo che noi partecipiamo alle elezioni amministrative per fare una tappa verso l’indipendenza.
Noi non partecipiamo con un programma di sommatorie di piccole idee (i maxi manifesti che cominciano a infestare la città sono un po’ patetici: tutti dicono tutto!).
Noi prima dichiariamo la nostra grande idea (uno Stato sardo giusto, libero, libertario, equilibrato, ecosostenibile, europeo e europeista, tollerante, pluralista).
Poi inseriamo tutto il nostro pragmatismo, tutta l’attenzione ai singoli problemi.
Non c’è né giustizia né efficienza senza grandezza di ideali.

Con il Governo italiano serve un rapporto competitivo

di Paolo Maninchedda
I tempi moderni hanno abitudini antiche. Se si fanno le cose di domenica, non si viene seguiti bene dai media. Però, i tempi moderni consentono anche di non dipendere da nessuno. Come ha scritto un mio amico: «la libertà di stampa è di chi ha un organo di stampa», e ciascuno di noi ormai lo possiede.

Noi sappiamo fare molto meglio degli Italiani. Ci serve libertà, non elemosine

di Paolo Maninchedda

Faccio un piccolo report di come l’acqua frizzante del governo Renzi si stia progressivamente sgasando con la Sardegna.
Alcoa? Non pervenuta.
Glencore? Non pervenuta. Ottana? Non pervenuta.
Chimica verde a Porto Torres? Non pervenuta.
Continuità territoriale a carico degli italiani? Non pervenuta.
G7 a La Maddalena? Trasferito in Sicilia.

A Olbia l’indipendenza va a due cifre

Ci è mancato un miserrimo 0,50 per arrivare a fare il 10% netto. Però il nostro 9,56 alle primarie di Olbia è un grande risultato.
In primo luogo perché abbiamo partecipato come partecipano i partiti: con un nostro candidato e non appoggiandone uno degli altri.
In secondo luogo perché non ci siamo nascosti: noi abbiamo detto e ripetuto di essere indipendentisti, abbiamo chiesto il voto su un’idea di Olbia (l’unica organicamente illustrata durante il mese di campagna elettorale) che sta dentro un’idea dello Stato sardo.
In terzo luogo, perché abbiamo cercato i voti senza scambiare alcunché, senza promettere nulla, senza ricordare i favori fatti a nessuno. I nostri voti sono voti di contenuto, non di scambio, non di storia, non di potere. E valgono il 10%.
Da qui si parte, ma si parte a testa alta.

L’odio dell’Italia verso i sardi: Terna preferisce pagare il 278% in più pur di vedere le nostre fabbriche chiuse

di Paolo Maninchedda
Ieri e avant’ieri i giornali riportavano la notizia della Cassa integrazione nella centrale di Ottana. Non altrettanto è avvenuto in altre centrali sarde. Come tutti sanno, la Cassa integrazione è l’effetto della fine del regime di essenzialità voluto da Terna. Poi è intervenuta la Regione. Poi è intervenuto il Governo che ha legato la possibilità di una nuova essenzialità alla vigenza di alcuni requisiti tecnici della centrale e alla ripresa della chimica a Ottana. Tempi ‘calmi’, senza fretta, tempi italiani. Intanto, cassa integrazione e miseria.

Noi e Mariano IV

di Paolo Maninchedda
Noi del Partito dei Sardi dobbiamo partecipare alle elezioni amministrative con una consapevolezza: per noi sono solo un’occasione per costruire un altro pezzo dei presupposti per l’indipendenza della Sardegna. Per noi sono un’altra occasione per rafforzare i legami di alleanza con altri partiti e orientarli verso la nascita del Partito della Nazione Sarda. Per noi le elezioni amministrative sono un episodio preparatorio della vera battaglia. Bisogna dirlo. Deve risultare chiaro che partecipiamo con in testa un’idea più grande, una visione ampia, originale, capace di configurare chi vi partecipa non come erede della stagione autonomistica ma come protagonista della stagione fondativa dello Stato sardo.

Mi sa che è ora

di Paolo Maninchedda
Mi sembra che siamo alle porte di un grande evento e che non ne abbiamo adeguata coscienza. Forse dobbiamo incontrarci con tutti quelli che la pensano come noi e produrre un evento politico e istituzionale eccezionale. Sarebbe veramente grave che dinanzi a una bella brezza noi tenessimo le vele abbassate per un errore dell’anemometro. Sono certo che stiamo scrivendo un pezzo di una storia difficile, ma guai a pensare di dover scrivere solo un paragrafo quando le circostanze ci dicono che dobbiamo scrivere un nuovo libro, il nostro.

Disordine e nevrosi

di Paolo Maninchedda Avant’ieri a Sassari ho avuto un breve colloquio con Bruno Dettori, ex consigliere regionale ed ex deputato, oggi influente e rispettato dirigente PD. In buona sostanza Bruno ha usato una sola parola per descrivere la sensazione oggi…

Non abbiamo paura di una parola che amiamo: indipendenza

di Paolo Maninchedda

Il sistema politico italiano è chiaramente in una fase di crisi e di cambiamento, finalmente.
Le cose cambiano, in Italia, non per approfondimento delle convinzioni e per miglior conoscenza della realtà. No, in Italia si cambia quando si ha paura di perdere o quando si scommette sulla vittoria. In ogni caso, il quadro si sta semplificando.
La Destra ha gettato la maschera del liberalismo e sta usando, per lucrare sulla paura dei cittadini, i suoi contenuti classici: xenofobia, militarismo, populismo. Il fisco, esssendo divenuto cavallo di battaglia del Presidente del Consiglio, è passato in secondo piano.

Cagliari da discutere

di Paolo Maninchedda

Ieri abbiamo cominciato a impostare la lista di Cagliari.
Sarà plurale, coinvolgerà militanti e indipendenti, avrà un suo manifesto per Cagliari con cui partecipare al programma della coalizione.
Sosterremo Zedda.

La bussola impazzita e i nuovi marchesati

di Paolo Maninchedda
A leggere i numeri dell’infrastrutturazione della Sardegna, dei trasferimenti in cultura, istruzione, lavoro, ambiente ecc., se c’è un’area che può giustamente parlare dell’urgenza di politiche di riequilibrio, questa è l’ampia area delle zone interne, il buco (pieno di difficoltà e povero di gente) della Sardegna rurale, distante dalla Sardegna costruita intorno ai porti e agli aeroporti e fatta solo sulle città costiere.

Alluvioni, velocità negli appalti e corruzione

di Paolo Maninchedda
La nuova alluvione di Olbia ci pone di fronte a un problema: i tempi ordinari di progettazione e realizzazione di un’opera non sono compatibili con l’urgenza degli interventi.
Per capirci: il tempo medio di realizzazione di un’opera pubblica in Italia è calcolato dalle statistiche in 8 anni. Se anche riuscissimo a ridurli della metà, rispettando tutti i cavilli possibili e immaginabili, sarebbe comunque un tempo lungo.

Due informazioni per Sky Tg24

di Paolo Maninchedda
Ho appena visto il servizio di Sky sull’alluvione odierna di Olbia. Il servizio era stato girato a marzo 2014.
È stato riproposto per dire che nulla è stato fatto da allora a oggi.
Sarebbe bastata una telefonata della giornalista per avere le informazioni che seguono.
Posto che è difficile realizzare un’opera senza averla prima progettata e finanziata, quando la Giunta Pigliaru è entrata in carica, marzo 2014, non esisteva un progetto globale della mitigazione del rischio a Olbia …

Le difficoltà e la coscienza indipendentista

di Paolo Maninchedda
Pubblico alcune delle foto relative all’emergenza meteo che stiamo vivendo. Una situazione grave e difficile, ma che viene interpretata dalle istituzioni sarde in modo diverso rispetto al passato. Nessuno si lamenta. Tutti fanno la loro parte.

Succederà anche a noi: la magistratura spagnola indaga il presidente della Generalitat catalana. Per capirne qualcosa leggete i giornali iberici, quelli italiani non sanno di che parlano

di Paolo Maninchedda
Quando tornerò a insegnare, farò un seminario facoltativo sulle carte dei processi politici contro leader indipendentisti. Avrebbe due finalità didattiche: studiare la retorica e la logica delle accuse artefatte (anche per dire balle occorre un minimo di disciplina), studiare l’effetto della restrizione del diritto di parola che avviene in un processo a parti sbilanciate, con l’accusa a farla da padrona e la difesa a cercare di limitare i danni.

L’indipendentismo che ha vinto in Catalogna

di Paolo Maninchedda
Leggere i giornali italiani sulle elezioni catalane è come fare un viaggio nelle paure infantili della perdita dei genitori. Il tono, al di là dei contenuti, è quello di chi si trova di fronte a una situazione inedita, considerata impossibile, eppure evidentemente reale, che viene esorcizzata con i ‘se’ e i ‘ma’. In poche parole, giacché la realtà è indipendentista, i giornali dicono che la realtà sbaglia e che verrà corretta.

La vita che pulsa intorno a noi

di Paolo Maninchedda
Viviamo in un sistema istituzionale e sociale confuso, per cui è meglio astenersi da ogni commento e dare informazioni vere.
Iniziamo con l’Anas.
Il Cipe, come fa ogni anno, ha approvato il Contratto di Programma Anas 2015.
Piaccia o non piaccia (a me non piace neanche un po’) l’Anas vive di una quota della fiscalità generale dello Stato che gli viene trasferita ogni anno. Inoltre, vive delle spese generali faraoniche, il 15%, che applica ai lavori che le vengono affidati.
Quest’anno il Contratto di Programma Anas vale 1,1 miliardo.

Il pericolo del fare politica

di Paolo Maninchedda
Diceva Gramsci:
«Ci può e ci deve essere una “egemonia politica” anche prima dell’andata al governo e non bisogna contare solo sul potere e sulla forza materiale che esso dà per esercitare la direzione o egemonia politica».
A me la parola ‘egemonia’ non piace. La parola ‘direzione’ sì.
L’indipendenza della Sardegna non è la risposta a tutti i problemi, ma è un direzione, per me l’unica direzione chiara che oggi sia riconoscibile.

Un consigliere in più, una responsabilità in più, una diversità da marcare. Grazie all’avvocato Gianni Benevole

di Paolo Maninchedda
Abbiamo un consigliere in più. Abbiamo un gruppo consiliare di sei, ora. Ci serve un cambio di passo: sull’Agenzia delle Entrate, sul fisco, sulla sovranità (riforme e norme di attuazione), sulla fino ad oggi inesistente politica del mare, sulla qualità dei servizi sanitari, sui mercati regolati (acqua, energia, rifiuti), dobbiamo farci sentire.
Ciò che dobbiamo far vedere è la nostra diversità.

Precisazioni sull’Anas

di Paolo Maninchedda
Ieri il Presidente Pigliaru e io abbiamo incontrato il presidente dell’Anas.
Clima sereno e cordiale ma, da parte nostra, molto prudente. Si è trattato di un primo incontro e abbiamo chiesto che il successivo sia più tecnico e puntuale.
Sui cantieri in esecuzione abbiamo detto che stiamo vigilando sui cronoprogrammi concordati.

La Grecia e le elezioni a Cagliari e Olbia

di Paolo Maninchedda
Sto studiando molto, in queste settimane, un tema a mio avviso decisivo per il futuro del Partito dei Sardi e della Sardegna: la forma dello Stato e la lotta politica.
È un tema su cui sono state scritte molte pagine importanti che hanno tutte un comune denominatore: la storia è il teatro di minoranze attive che devono tener conto del libero formarsi della pubblica opinione. Più debole è il sistema educativo di un Paese (famiglia, scuola, cultura ecc.), più disordinata è la lotta politica. Più è ordinata la vita di un Paese, minori sono le semplificazioni. Più sono efficienti le istituzioni, maggiore è la richiesta di conoscenza e minore la disponibilità a farsi manipolare.

Il valore della rete ciclabile della Sardegna

di Paolo Maninchedda
Ieri abbiamo presentato alle associazioni che si erano accreditate la rete ciclabile regionale.
Ogni volta che si parla di bicicletta, vedo comparire un sorrisino ironico sui volti degli interlocutori, quasi che si parli di una dimensione ludica, ricreativa, senza particolare valore (il gioco, per altro, è il modo con cui i bambini imparano a vivere).
Proprio per far comprendere il valore, culturale ed economico, della mobilità ciclabile, pubblico le slide del prof. Meloni presentate ieri e di seguito quelle dell’Assessorato che danno le dimensioni e la natura del progetto regionale.

Sull’arte del rovesciare le frittate

di Paolo Maninchedda
Siccome Stalin ha insegnato ai suoi seguaci di ogni tempo che se uno dice cose intelligenti e vere, non bisogna parlare delle cose che dice ma tentare di delegittimare chi le dice; e siccome ieri gli esponenti di una corrente del Pd hanno reagito ad alcune cose vere attaccandomi personalmente, ribadisco le cose che penso…