Il blog di Franciscu Sedda

Il Partito dei Sardi cresce ancora

di Franciscu Sedda
A Oristano e Selargius le liste con il nostro simbolo, a scrutinio non ancora concluso, si attestano al 6%.

Coloro che amano criticarci seduti dietro un pc, incapaci di metter su liste e farsi carico della fatica della democrazia, ossessionati dalla presenza sulla scena del Partito dei Sardi, diranno che dovevamo prendere di più. Li ringraziamo, perché così dicendo confermano che l’unica questione che è rimasta sul tavolo non è “Il Partito dei Sardi cresce oppure no?” ma “quanto cresce il Partito dei Sardi?”. Che è come dire, estendo il ragionamento sul medio periodo: “Quanto tempo ci vorrà perché il Partito dei Sardi divenga il primo partito in Sardegna?”.

Del resto il valore della nostra crescita si misura ancor più che sulle percentuali sulle qualità che queste percentuali esprimono nel contesto politico sardo:

L’Italia non è il nostro destino

di Franciscu Sedda

Leggo che l’Assessore Paci ritiene che senza riforme in Italia la Sardegna non possa ripartire.
Un po’ come dire che se l’Italia si butta in un fosso allora la Sardegna è costretta ad andarle appresso!
La verità è che le riforme dell’Italia per la Sardegna si chiamano accantonamenti dei nostri soldi, impugnazioni delle nostre leggi, misconoscenza della nostra insularità, arroganza attraverso enti di Stato, sovrintendenti, prefetti.
La verità è che noi dobbiamo ora più che mai fare a meno dell’Italia, facendo riforme nazionali nostre, sarde, per non vanificare quel po’ di lavoro faticosamente fatto dal nostro Governo in questi anni.
Questa è la verità. Che piccolo è chi piccolo si sente. Perduto è chi si vuole perdente.
Non è questo il destino dei sardi.

Da Minciaredda a Fluorsid. La lotta per l’ambiente e l’indipendenza

di Franciscu Sedda
Nel 2003 come iRS portammo alla luce la “collina dei veleni” di Minciaredda, dove la SIR/Syndial aveva per anni seppellito porcherie di ogni tipo. Fu la coscienza indipendentista e l’amore per la nostra terra a darci la forza di fare un gesto pieno di rischi: difficile dimenticarsi il rumore degli elicotteri mandati dallo Stato che dalla notte prima ci pedinavano, l’odore acre del benzene che esalava mentre la ruspa squarciava l’abisso della nostra terra martoriata, gli sfoghi sulla pelle e le nausee dei giorni successivi, il rischio denuncia per invasione di proprietà privata e tanto altro. Fu un gesto che ebbe la forza di accendere i riflettori su di un fenomeno su cui tutti – istituzioni per prime – preferivano chiudere gli occhi.

A distanza di anni, dopo mille peripezie, inchieste, commissioni, sentenze di “disastro ambientale”, il percorso per bonificare quell’area è avviato con 250 milioni di investimento a carico di Eni. Chi inquina paga.

Verso una politica estera della Nazione sarda

di Franciscu Sedda
I grandi obbiettivi si raggiungono attraverso lunghe battaglie e accumulando molte vittorie. Nei giorni scorsi un evento ha segnato quella che per il Partito dei Sardi e per l’indipendentismo è una vittoria triplice su un campo fino a tre anni fa impensabile.

Le richieste avanzate da Sardegna, Corsica, Baleari sono state approvate da una risoluzione del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea che ne ha riconosciuto la legittimità. In particolar modo avanza l’idea che isole come le nostre abbiano diritto a regole diverse rispetto agli altri territori dell’UE in materia di spesa delle risorse e di deroga alle restrizioni relative agli “aiuti di Stato”… CONTINUA

O con la Sardegna o con manolesta

di Franciscu Sedda
24 ottobre 2017. Segnatevi la data. Perché sarà un altro momento decisivo nella battaglia fra lo Stato italiano e la Sardegna. Il giorno infatti la Corte Costituzionale italiana dibatterà a Roma in udienza pubblica il ricorso contro l’Agenzia Sarda delle Entrate. Non ci sono dubbi che la RAS e il nostro Governo saranno schierati a difesa della legge che mira a riportare a casa i nostri soldi e ad affermare la voglia di camminare senza dubbi e senza paure verso la sovranità tributaria e fiscale della Sardegna. Perchè deve finire il tempo in cui lo Stato italiano trattiene indebitamente i nostri soldi, come ancora accade con gli accantonamenti. Per questo chiediamo a tutti di difendere l’articolo 3 della legge ASE impugnato dall’Italia. Per questo la grande sfida è mobilitare il popolo sardo, sollecitare le forze vive della nostra società perché si lascino alle spalle piccole beghe per unirsi e concentrarsi su un grande obbiettivo collettivo perseguito da anni con il contributo di tanti.

Perché diciamo no al “regionalismo differenziato”

di Franciscu Sedda
Perché diciamo no al “regionalismo differenziato”? Perché il documento firmato a Cagliari il 28 aprile scorso dai Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni a Statuto speciale e delle Provincie autonome parte dal presupposto implicito che la Sardegna sia una regione d’Italia mentre la Sardegna è una nazione storica differente dalla nazione italiana. In quanto tale, quando la Sardegna pone il problema del superamento dell’attuale organizzazione dei poteri, lo fa – lo deve fare – non per riformare l’Italia ma per affermare davanti all’Italia la necessità del popolo sardo di avanzare sulla strada dell’esercizio dei suoi diritti nazionali e della sua prospettiva di autodeterminazione nazionale all’interno del quadro europeo.

L’incoscienza autonomista. Perché è sbagliato dedicare Sa Die a Giorgio Asproni

di Franciscu Sedda

«Io voglio vivere e morire italiano».
Così si esprimeva Giorgio Asproni nel 1852 in una lettera indirizzata da Napoli al suo amico, il canonico Giovanni Spano. Del resto fin dagli esordi del suo impegno politico e del suo ingresso nel Parlamento Subalpino nel 1848 i suoi intenti erano chiari, anzi, adamantini:

Mio principio massimo e primordiale è l’Unità dell’Italia a qualunque prezzo. Indi il convocamento sollecito della Costituente per stabilire un Regno vasto sopra basi le più democratiche, e restituire all’antica dignità la regina del Mondo (8 luglio 1848).

Che cosa significasse fare l’Unità dell’Italia “a qualunque prezzo” ce lo fa capire – più ancora che la sua partecipazione alla spedizione dei mille al seguito di Garibaldi – il fatto che davanti alla possibilità di un’unità monarchica e centralistica lui, massone che si professava repubblicano e federalista, era prontissimo a mettere da parte i suoi ideali e ad attaccare chi pure stimava, come il federalista Giuseppe Ferrari

L’isolamento è l’unica cosa in cui siamo stati mantenuti dall’Italia

di Franciscu Sedda
Essere “isolati” è un prodotto politico. Questo dimostra fra le righe il dossier della Giunta sull’insularità. L’isolamento non è un fatto di natura ma il prodotto di una storia fatta di risorse sottratte e mai investite. È il prodotto di monopoli energetici, navali e aerei rapaci che convenivano all’Italia e mai ai sardi. È il prodotto di ingiustizie offensive come i mancati investimenti ferroviari motivati dal fatto che le nostre ferrovie non si collegavano con la rete italiana (sic!). L’isolamento è il frutto della dipendenza. Per questo l’apertura sociale ed economica della Sardegna fa rima con indipendenza.

Mettiamoci alla pari. Se ne abbiamo il coraggio.

di Franciscu Sedda
Se fosse per me il prossimo Parlamento Sardo dovrebbe essere di diritto composto dal 50% di donne e il 50% di uomini. Dovremmo farlo, almeno per una legislatura, per fare un gesto che ci aiuti a rimetterci in pari con la storia. Che possa rimetterci su una via condivisa che ci consenta di raddrizzare le storture millenarie di una società (quella sarda compresa) che comunque la rigiriamo è stata ed è maschile e, purtroppo, troppo spesso, maschilista.
Per me, dovremmo farlo. Per dare un gesto, concreto e istituzionale al contempo, di cosa significa per noi costruire una società sarda giusta, a misura delle donne, dei bambini, delle famiglie, di tutti noi.

La posizione del Partito dei Sardi in merito alla nuova Giunta

di Franciscu Sedda
Per oltre un anno il Partito dei Sardi ha chiesto una nuova Giunta che segnasse un cambio di passo profondo ed esteso, che andasse nella direzione della valorizzazione del merito e dell’autodeterminazione, che facesse percepire chiaramente ai sardi l’inizio di una nuova fase per la nostra politica e il nostro popolo. Una fase che

“Lettera aperta” al Presidente Francesco Pigliaru

Franciscu Sedda
Qui di seguito la mia “Lettera aperta” al Presidente Francesco Pigliaru

Caro Presidente,
innanzitutto ci tengo ad esprimerti le felicitazioni mie e del Partito dei Sardi per il tuo ritorno in forze e alla piena operatività.
Ti scrivo perché leggo sui giornali di tue imminenti decisioni in merito alla nuova composizione della Giunta e al rilancio dell’azione di governo.
Immagino che non sia così e sono certo che hai già in mente di convocare i singoli partiti per spiegare le tue ipotesi e progetti.

I sardi non possono attendere

di Franciscu Sedda
La Vertenza Entrate fra la Sardegna e l’Italia non si è mai chiusa perché si può chiudere solo con l’indipendenza della Sardegna.
Ribattere in modo vincente alle slealtà dello Stato italiano, oggi sempre più evidenti anche a chi si è a lungo fidato dell’Italia, significa smetterla di rivendicare attenzione e giustizia da governi amici o nemici ma governare da sardi mettendo in cima solo ed esclusivamente l’autodeterminazione e la felicità del nostro popolo.
L’immediata e piena operatività dell’Agenzia Sarda delle Entrate è il primo passaggio concreto per dare attuazione alla difesa dei nostri diritti e alla presa di responsabilità rispetto ai nostri interessi.

L’intervento di Franciscu Sedda al VI Congresso FASI

Istimadas sorres, istimados fradis,sono molto emozionato e molto felice di portarvi questo saluto. Si tratta infatti di un saluto a nome del Partito dei Sardi – dunque un saluto a nome mio, in quanto Segretario Nazionale, ma anche a nome di Paolo Maninchedda, Presidente del Partito nonché Assessore ai Lavori Pubblici della Sardegna, dei nostri rappresentanti nel Parlamento Sardo, e con noi di tutte le attiviste e gli attivisti del Partito dei Sardi – ma è anche un saluto personale, da parte mia: un saluto da disterrau a disterraus.
A diciotto anni infatti sono partito per andare a studiare a Roma, lì ho fatto il dottorato

Agenzia Sarda delle Entrate e Alto Adige Riscossioni: il senso della misura e degli esempi di sovranità

di Franciscu Sedda
La Provincia di Bolzano ha stanziato quasi 8 milioni di euro per l’attività di riscossione dei tributi locali, dal 2017 al 2019, di Alto Adige Riscossioni (che mette insieme i 125 Comuni della provincia autonoma). Lo ripeto: 8 milioni di euro.
Quando si è fatta la legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate – con funzioni, immediate e in prospettiva, molto più complesse per un territorio e una collettività più ampia – dall’opposizione dentro e fuori il Parlamento sardo si è gridato allo scandalo per uno stanziamento iniziale di 2 milioni e mezzo di euro. Lo ripeto: 2 milioni e mezzo di euro.
Ecco. Se la Sardegna non cresce è anche per questo.

Undici leoni: il governo della Sardegna e la sfida del presente

di Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

Il Partito dei Sardi ha invitato a votare NO al Referendum costituzionale italiano ma non lo ha fatto per conservare la Costituzione italiana esistente né per regolare conti interni alla maggioranza di governo in Sardegna. Lo ha fatto perché riteneva e ritiene che votando NO la Sardegna e i sardi si ritrovassero dall’indomani nella posizione migliore per far ripartire la battaglia per la sovranità e la piena responsabilità del nostro popolo sulla sua terra e sul suo futuro.

Partito dei Sardi: una rete di persone al lavoro per la propria gente

di Franciscu Sedda
In questi giorni il Partito dei Sardi è impegnato su molteplici fronti. La visita alla Baleari e il consolidarsi dei rapporti con il Governo della Corsica è parte di un lungo lavoro rivolto a creare una vera politica estera della Sardegna. Questa internazionalizzazione della Sardegna – dei suoi diritti e dei suoi interessi – promossa dal nostro Governo

Il Partito dei Sardi sulle scelte per la futura ASL Unica

di Fransciscu Sedda
Il Partito dei Sardi prende atto delle scelte fatte in queste ore dal dottor Moirano. Com’era intuibile ciò che risulta da queste scelte è che nella sanità sarda pare non esserci neanche una persona sufficientemente capace, onesta, affidabile per rivestire uno dei ruoli apicali nella futura ASL Unica.
Come Partito dei Sardi lo avevamo previsto e oggi lo constatiamo: non c’è la volontà di investire sulle nostre competenze, di valorizzarle e farle crescere.

ASE: dal nulla al tutto in quattro mosse

di Franciscu Sedda
Raffaele Paci lo dice a parole sue ma lo dice*. E solo chi non vuole intendere può far peggio di un sordo. Le sue parole dunque vanno ben lette e comprese.
E non mi riferisco al fatto che Paci abbia collegato esplicitamente l’approvazione dell’ASE a “gli interessi del popolo sardo” da difendere e affermare. Cosa importantissima, anche perché Paci è il Vicepresidente della RAS e dunque della Sardegna. No, non mi riferisco a questo perché già m’immagino che chi prima chiedeva più enfasi patriottica a questo Governo oggi invece certamente lo tacerebbe di retorica. Mi riferisco dunque a ciò che Paci dice in merito all’operatività dell’ASE. All’operatività che si collega all’approvazione dell’Agenzia Sarda delle Entrate.

Il Partito dei Sardi ha eletto il suo consigliere per l’Area Metropolitana di Cagliari

di Franciscu Sedda

Il Partito dei Sardi ha eletto il suo consigliere per l’Area Metropolitana di Cagliari e contribuito alla vittoria della lista della colazione di centrosinistra e indipendentista. A Paolo Schirru, consigliere comunale di Selargius, vanno i nostri più grandi complimenti e l’augurio di un proficuo lavoro per il bene dei cittadini della più grande area metropolitana della nostra Nazione. Un ringraziamento va anche all’intero Partito sul territorio, in primo luogo ai nostri consiglieri e alle nostre consigliere comunali, che con spirito di squadra hanno contribuito a questo risultato né facile né scontato. Nel consiglio metropolitano ristretto a 14 consiglieri il Partito dei Sardi c’è e c’è con le sue forze.

Buon lavoro ad Andrea Caschili

Il Partito dei Sardi si felicita con Andrea Caschili, nostro Consigliere comunale e Assessore al Bilancio a Sarroch, per la sua elezione nella rosa di delegati ANCI che rappresenteranno la Sardegna in Italia. Ad Andrea va il nostro sostegno nell’importante compito di rappresentare anche in quel consesso i diritti e gli interessi della Nazione sarda e delle sue comunità.
Bonu traballu e a innantis!

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

Fra i sardi, con i sardi, per i sardi. Cresciamo nel Parlamento sardo, crescono le sfide per la Sardegna

Da ieri il Partito dei Sardi ha un gruppo tutto suo all’interno del Parlamento sardo. Si tratta di un passaggio importante che aumenta la nostra libertà d’azione e con essa le responsabilità che ne conseguono.

Siamo pronti a farcene carico. Perché abbiamo preparato questo momento attraverso un lungo lavoro che oggi ci vede più forti nei numeri ma ancor prima in esperienza e capacità d’intervento. Sono dunque certo che Augusto Cherchi, Gianfranco Congiu, Roberto Desini, Pier Mario Manca sapranno rappresentare al meglio le istanze del Partito dei Sardi e della Nazione sarda. A loro va il nostro augurio di buon lavoro – e a Gianfranco Congiu, nuovo capogruppo, un ulteriore augurio per l’importante responsabilità – consapevoli che saremo più forti se ci sosterremo l’uno con l’altro, dentro e fuori il Parlamento sardo.

Diamo il benvenuto a Roberto Desini

Oggi diamo il benvenuto a Roberto Desini nel Partito dei Sardi. Con lui accresciamo la nostra forza nel Parlamento sardo. Una forza che come sempre, e sempre di più, metteremo a frutto per il bene dei sardi. L’adesione di Roberto, che arriva dopo un lungo percorso di condivisione umana e politica, testimonia della più generale crescita del Partito dei Sardi fra la nostra gente. Sempre più cittadine e cittadini, associazioni e movimenti, amministratori e amministratrici guardano a noi come forza di trasformazione e governo della nostra terra.

Uccidiamo il mostro conservatore

di Franciscu Sedda
Come era prevedibile, dopo il decisivo passaggio dell’approvazione della legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate in Commissione Bilancio, un conservatorismo trasversale ha preso forma. È il conservatorismo che attraversa istituzioni e organi d’informazione, sinistra centro e destra, e prova a bloccare la Sardegna ogni volta che si prova a fare qualcosa di realmente grande, ogni volta che ci si trova davanti ad un passo avanti realmente decisivo. Molto spesso questo conservatorismo non ha nulla di esplicitamente politico. È paura dell’ignoto. È disistima verso se stessi. È, come scrive anche Paolo Maninchedda nel suo intervento di stamattina, frutto di piccolo debolezze umane (l’ansia di visibilità, l’invidia, il riaffermare per orgoglio la propria piccola quota di autorità) che possono anche essere compatite ma non possono e non devono fermare il cambiamento.

Per essere chiari: il Partito dei Sardi, il manager unico, l’indipendenza

di Franciscu Sedda
Per essere chiari. Ieri durante il vertice di maggioranza il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, l’on. Pietro Cocco, ha espresso l’opinione che il manager dell’ASL unica è meglio cercarlo fuori ed è meglio che non sia sardo. Opinione legittima, ovviamente, come tutte le opinioni. Ma diametralmente opposta a quella del Partito dei Sardi. Per noi il manager può e deve essere sardo. In primo luogo perché crediamo che ci siano molti sardi fra quelli che hanno concorso che hanno merito (e motivazione) pari se non superiore a quello degli esterni. In secondo luogo, più profondamente e più in principio, perché crediamo che se questa terra vuole risollevarsi deve riuscire a valorizzare le sue risorse

È tempo di aggiungere una lingua. Natzionale.

di Franciscu Sedda
Chiunque ami il sardo, ora più che mai, dovrebbe convincersi che bisogna fare tutti un passo oltre campanilismi e localismi. Posto che noi sardi non abbiamo intenzione di rinunciare alla pratica, allo studio e all’insegnamento di ogni singola variante della nostra lingua (e delle altre lingue di Sardegna come, per intenderci, il gallurese, il sassarese, l’algherese, il carlofortino…) è tempo di aggiungere una lingua, è tempo di fare un passo avanti collettivo verso una vera lingua nazionale dei sardi.

Al lavoro per una nuova coscienza nazionale

di Franciscu Sedda
«Proprio nelle nostre storie – non serve ricordare che qui è nata la prima Costituzione europea e che modelli di autodeterminazione hanno trovato realizzazione sotto la guida di eroi nazionali come Pasquale Paoli e Giovanni Maria Angioy troviamo riferimenti utili che indicano la strada di una moderna sovranità compatibile con i principi fondanti l’Europa dei popoli e il moderno federalismo democratico».
Non male vero? Ma immagino che qualcuno, sapendo che l’ha detto Gianfranco Ganau, il Presidente del Parlamento Sardo, storcerà il naso. Io invece ci vedo il fatto che, grazie al nostro lavoro, anche grazie al rapporto che stiamo costruendo con la Corsica, le nostre istituzioni lanciano segnali di coscienza nazionale.

Chi chiede di spiccare il volo e chi l’autostop. In risposta agli on. Cappellacci, Cossa & Co.

di Franciscu Sedda
Si dà il caso che il nuovo articolo 10 dello Statuto della Sardegna consenta di praticare agevolazioni fiscali manovrando la nostra quota di compartecipazioni erariali. Si dà anche il caso che dare un’agevolazione fiscale su un comparto produttivo da cui fino a ieri non si è incassato nulla, ma che da oggi si potrebbe rendere fiscalmente molto appetibile, significa farlo a costo zero per le casse della Sardegna.

In risposta all’on. Pietro Pittalis e al suo attacco alla proposta del Partito dei Sardi in materia di trasporto aereo

di Franciscu Sedda
Pietro Pittalis è in Consiglio Regionale da 22 anni. Ripeto, 22 anni, in cui è stato fra le altre cose Vicepresidente della Giunta e Assessore al Bilancio e alla Programmazione. Anche a lui la mia generazione deve dunque il privilegio di essere dovuta emigrare per mancanza di opportunità. A lui e al ventennio di governo italico berlusconiano che così fedelmente ha appoggiato.
La verità, come dimostra il suo attacco alla proposta mia e del Partito dei Sardi, è che alla sua classe dirigente delle soluzioni ai problemi dei sardi, dell’economia dei trasporti e del turismo, dei gesti di autodeterminazione, è sempre interessato poco o niente. Perché prima di qualunque soluzione per la Sardegna viene la lotta per il potere. Difendere a prescindere sé stessi quando si è al potere, andare a prescindere contro chi governa quando si è all’opposizione. Questo importa.