Vademecum sulle Primarie nazionali della Sardegna – La Sardegna decide

Mettiamoci e mettiamo tutto in discussione.
La riunione di Abbasanta e quella successiva di Bauladu ha avviato il processo delle Primarias – Primarie Nazionali della Sardegna.
Questi grandi eventi di partecipazione o sono profondamente democratici o non sono.
Il Comitato, dopo Bauladu, ha predisposto i documenti preparatori.
Adesso inizia per dieci giorni il débat public su questi testi. Nessuno lo ha mai fatto.

Il silenzio dei vigliacchi

Se Tito Boeri dice che “quota 100” (la scelta del governo di mandare in pensione chi raggiunga cifra cento tra anni di contribuzione e età anagrafica) costa 100 miliardi in più di debito, Salvini dice: “Via Boeri dall’Inps“.
Se l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia avvia un procedimento disciplinare contro Rocco Casalino, il portavoce del premier Conte, per le frasi violente usate verso i tecnici del ministero delle Finanze, il Movimento 5 Stelle dice: “Sciogliamo l’Ordine dei Giornalisti“. Se Rocco Casalino…

Un popolo diviso o una nazione unita? Qui sta la scelta che fa la differenza

Caro Luciano,
se popolo e nazione fossero termini intercambiabili allora perché non usare nazione invece che popolo? Se fosse così indifferente sarebbe anche facile. Se non è facile è perché fa differenza. E se fa differenza vuol dire che la scelta è decisiva. È quella che merita di essere compiuta. Soprattutto per chi facendo politica vuole trasformare le cose, le vuole vedere differenti, migliori. Per la sua gente, per la sua terra, per il pianeta.

La verità è che, come tu stesso dici, “nazione” implica un di più di coscienza e secondo noi questo “di più” è esattamente la rivoluzione, il cambio di mentalità e d’azione, che ci serve perché offre ai sardi un motivo per risvegliarsi, alzarsi in piedi, impegnarsi, unirsi, cambiare il loro destino, scrivere una nuova storia.

Nazione sarda senza padroni, resistenza senza tromboni

Forse bisogna rifare Abbasanta, aprirla a tutti quelli che in questi giorni ci invitano a non mollare, farla insieme ad altri che lo vogliano fare, trasformarla in una sala della Pallacorda. È infatti chiaro che si fa finta di ignorare (o addirittura si ignora) il suo contenuto politico, la nazione sarda, e invece si enfatizza il metodo, cioè le primarie.
Non lo permetteremo.
La nazione sarda è per noi il paradigma di un modo di vedere il mondo: più umano, più libero, più responsabile, più giusto.
Mi spiego. La nazione sarda è immagine e contenuto di un nuovo ordine delle cose.
Il contenuto di Abbasanta non è banalmente un programma di governo, che pure c’è, ma dopo; è un processo legale di rivoluzione profonda dei poteri, dei diritti, delle possibilità.
È l’idea della nazione sarda (cioè dell’esistenza di una distinta e distinguibile comunità di valori e di interessi che vuole i poteri necessari per difenderli e interpretarli) che consente a chi la declina in se stesso e nella storia di avere un punto di vista differente.
Ma differente da chi e da che cosa?

Lettera aperta ai progressisti, ai socialdemocratici, ai liberali, ai cattolico-liberali

di Franciscu Sedda

Caro Luciano,
Ho letto con interesse il tuo intervento in cui parli di “primarie del popolo sardo”. La cosa mi fa e ci fa, come Partito dei Sardi, ovviamente piacere. Così come ci fanno piacere le altre aperture che da più parti sono arrivate rispetto alla nostra proposta. Tuttavia, anche considerando gli altri temi del tuo intervento e del dibattito più generale, vorrei sollecitare te, la sinistra ma anche parte del mondo socialdemocratico, liberale e cattolico-liberale, a riflettere sull’eccezionalità dei tempi e sulle occasioni storiche che ci stanno davanti.

Il dialogo col PSd’Az, con un p.s. per i rinfaccisti impauriti

Oggi L’Unione dà conto di una posizione dialogante del segretario nazionale del PSd’Az Christian Solinas, rispetto alla proposta di primarie nazionali sarde.
Se è vero dialogo, noi come sempre ci siamo.
Se è una frase buttata lì per chiudere con il giornalista, o per prendere tempo, ovviamente non ci siamo.
Solinas parla di accordi programmatici.
Noi parliamo prima di tutto di un grande accordo nazionale, come ha ricordato anche recentemente Franciscu Sedda.

Primarie nazionali, Telecom e Qatar

Entro questa settimana, gli amministratori presenti ad Abbasanta costituiranno il comitato dei garanti delle primarie. Chi volesse candidarsi, ovviamente non ne farà parte. Occorre fissare la data della presentazione delle candidature e le regole del voto. Sarebbe bello fare anche le primarie per le candidature a consigliere regionale, ma non so se sia possibile realizzarlo tecnicamente. Una volta lo facemmo a Macomer ed ebbe un grande risultato. Occorre anche dare tempo a chi non capisce che tempo non ce n’è più. Insomma, bisogna mettere in moto quel sentimento nazionale che è spirato a Abbasanta, partire e avere un ritmo tale da consentire partecipazione in itinere.
Ciò che fa discutere di più è proprio il carattere nazionale delle primarie proposte…

#Primariesarde

Oggi L’Unione fa tutto giusto, e la ringrazio per avermi intervistato, ma sbaglia l’occhiello.
Noi non possiamo unire il centrosinistra e gli indipendentisti.
Siamo umili e sappiamo che per i miracoli non abbiamo ancora studiato a sufficienza.
Noi vogliamo unire i sardi in un’esperienza nazionale. Certo che a noi farebbe molto piacere che alla primarie di fine novembre si candidassero Massimo Zedda o Silvio Lai o Gianfranco Ganau o Renato Soru, insieme a Pier Franco Devias, Gavino Sale, Paolo Mureddu o Anthony Muroni.
Sarebbe bellissimo e molto utile.
Ma ci farebbe piacere che si potesse candidare anche…

Abbasanta 23/9: l’intervento di Paolo Maninchedda

Benvenuti. Sapete tutti che quello di oggi non è un convegno.
Non siamo qui per approfondire la conoscenza di questo o quel tema.
Questa è una riunione politica per parlare di temi politici: libertà, diritti, poteri, equilibri, produzione e distribuzione della ricchezza, di elezioni, di governo, di poteri.
Solo che le persone quando si riuniscono diventano qualcosa di diverso da ciò che erano prima, da sole.
Quando gli stamenti sardi si riunirono nel triennio rivoluzionario del 1793-1796, all’inizio erano nient’altro che un vecchio parlamento cetuale di preti, baroni e funzionari regi; quando si trovarono insieme, pretesero di essere un parlamento che faceva leggi.
Quando si divisero, invece, si uccisero a vicenda…

Quando la pezza è peggiore del buco

Ci chiediamo cosa sia cambiato nel centrodestra nelle ultime 24 ore, ossia da quando un’inedita trasversalità centrosinistra – centrodestra ha di fatto salvato l’Assessore della sanità da un certissimo voto di censura politica sulla mancata attuazione della Rete Ospedaliera.
Cosa è cambiato?
Mah… di certo il rimedio che si cerca di mettere in campo con una nuova mozione di sfiducia evidenzia ancor più nitidamente che se solo 24 ore fa si fosse ragionato sul senso dell’ordine del giorno, senza far prevalere la voglia di oscurare una battaglia che era ed è di tutti, avremmo dato tutti impulso e slancio decisivi all’avvio di quella Rete Ospedaliera da noi votata un anno fa e ancora al palo.

Abbasanta 23/9 ore 10: Orgogliosi di dire da soli che la sanità va male

Ieri in Consiglio regionale è andata in onda una recita.
Da una parte il centrosinistra unito nella funzione di avvocato d’ufficio della sanità sarda, contestata ufficiosamente da moltissimi consiglieri regionali della sinistra, ma difesa ufficialmente in formazione a testuggine in nome di non si capisce bene che cosa.
Dall’altra il centrodestra che per paura del ruolo politico del Partito dei Sardi salva dalla censura l’assessore Arru.
In mezzo noi, a dire la verità su una sanità che non funziona e che solo i ciechi possono dire che funzioni.
Noi pensiamo che i sardi sappiano vedere e capire.
Ieri il centrodestra e il centrosinistra si sono alleati per salvare l’attuale sistema sanitario. Hanno svelato la loro complicità al ribasso.

Verso Abbasanta 23/9: onorati di essere riconosciuti come avversari

Oggi siamo costretti a leggere un comunicato di tutti i partiti che si riconoscono nel centrodestra italiano, compreso il Psd’Az, che dichiarano di non volere parlare con noi proprio per la nostra politica che pone prima la Sardegna e i suoi interessi nazionali e dopo le militanze. Prima per noi c’è l’idea della costruzione di uno Stato Sardo, da farsi rispettando le leggi e col consenso della gente, bandendo ogni ribellismo e lavorando sodo sull’educazione, la cultura e lo sviluppo. Noi siamo per un’Europa che non è né quella dei regolamenti immutabili di Juncker né quella dell’autoritarismo e del nazionalismo di Orbàn. Siamo per l’Europa dei popoli…

Ci spostiamo: da Tramatza ad Abbasanta. Siamo molti e non vogliamo creare disagi e disordini

Siamo molti; molti di più dei 200 iniziali. Le autorità ci hanno invitato a considerare che Tramatza è un luogo con parcheggi e capienza non adeguati ad accogliere un numero elevato di persone e di auto. Dobbiamo spostarci: stesso giorno, sempre domenica 23, sempre alle 10, ma si va al Centro Servizi Losa, km 124 SS 131.
Stanno aderendo molti amministratori ‘non allineati’, persone che vorrebbero occuparsi delle elezioni sarde senza schemi politici di appartenenza tradizionali e in forma non subordinata agli organi e ai leader dei partiti italiani.

Verso Tramatza 23/9: Siamo in molti. Regole per chi vuole intervenire

Le adesioni all’assemblea del 23 sono tali da far pensare a un evento molto più numeroso di quanto ci si aspettava.
Serve applicare piccoli accorgimenti organizzativi.
Il primo dei quali è essere sintetici.
È dunque necessario
– pensare interventi che stiano tassativamente tra i 3 e i 5 minuti;
– chi volesse iscriversi a parlare scriva a info@ilpartitodeisardi.eu;
– gli amministratori locali hanno priorità sugli altri…

Verso Tramatza 23/9: sanità: valdostani sì, sardi no. Subordinati no, liberi sì

A leggere le polemiche sul pronunciamento del Ministero della Salute sulla Rete Ospedaliera approvata dal Consiglio regionale della Sardegna si impara quanto sia giusto e importante educare e educarci alla difesa degli interessi nazionali della Sardegna (sempre che ci si sia esercitati a riconoscerli e a rispettarli) e al riguardo dovuto alla verità delle cose. I quotidiani sardi oggi sono intossicati dai comunicati stampa emessi ieri a tarda sera; non tengono invece conto dei fatti già accaduti e per giunta già raccontati, i quali svelano molto chiaramente che cosa è accaduto in sanità e che cosa sta accadendo.
Primo punto: quale rete ospedaliera sta attuando Moirano?