Rimpasto? Bisogna ripartire dalla sovranità della Sardegna!

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di Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

Bisogna ripartire dalla sovranità della Sardegna. Come responsabilità e autodeterminazione, come capacità di fare da sé e di relazionarsi a testa alta con gli altri.
Da qui bisogna ripartire quando si analizza il voto delle amministrative e si parla di rimpasto. Perché se è vero che tutto può servire per rilanciare un’azione di governo nulla è utile se non s’individua l’idea che può dar senso al lavoro collettivo, politico, istituzionale, civico.

Partito dei Sardi, Partito Natzionale

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di Franciscu Sedda
La tornata elettorale si è conclusa. A Cagliari, Olbia, Carbonia alle scorse amministrative non c’eravamo perché il Partito dei Sardi nemmeno era stato fondato. Nelle elezioni sarde del 2014 la nostra media nelle tre città era dello 0,96%: oggi è del 3,11%.
Il dato è significativo perché si inquadra in una crescita generale del Partito, frutto di un lavoro fatto in tutta la Sardegna.
Il Partito dei Sardi, a differenza di quanto fatto da molti partiti italiani o sardi, non ha giocato su un solo tavolo, magari sul più grosso e dunque il più visibile. Il Partito dei Sardi, nonostante i suoi pochi anni di vita, le sue poche risorse economiche, il suo messaggio complesso mai o mal metabolizzato dai media nostrani, è riuscito ad essere presente in modo più o meno evidente in tutte le maggiori comunità al voto – Cagliari, Olbia, Carbonia, Sinnai, Sarroch, Sennori, Villacidro, Siniscola, Monserrato, Baunei, Silanus, Borore, Dorgali… – e anche in quelle più piccole in cui la competizione assume sempre più una dimensione civica.

A Sinnai il nuovo avamposto del Partito dei Sardi

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Franciscu Sedda e Modesto Fenu per presentare la nuova sezione con la segretaria Simona Deiana: «Tradizione e innovazione per lo sviluppo del paese».

Sinnai, 11 giugno 2016 – Dalla pineta di Sinnai parte la nuova sfida del Partito dei Sardi. La valorizzazione dell’identità culturale che si mescola alle opportunità di lavoro per i giovani, con l’accento puntato sull’innovazione e lo sviluppo. Il battesimo della nuova sezione degli indipendentisti rappresenta l’occasione per tratteggiare un progetto politico ambizioso.

I frutti puri impazziscono

Go crazy

di Franciscu Sedda
Il punto è sempre lo stesso: come si produce il cambiamento. Ovvero come si porta la maggioranza dei sardi, che sono sardi come noi ma non sono indipendentisti, a essere indipendentisti, come lo siamo noi. Per me il primo punto è credere noi nell’indipendenza nazionale della Sardegna. E su questo io temo che molti confondano l’indipendenza con l’isolazionismo, il purismo, la rabbia, l’essere contro il governo italiano di turno. Questo non è indipendentismo. Questo è essere incazzati (e impauriti) non essere indipendentisti.

La costanza del radicamento indipendentista

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di Paolo Maninchedda
È troppo presto per commentare i risultati elettorali, anche perché lo spoglio nelle grandi città è lentissimo. Però alcuni dati si possono già commentare, dal nostro punto di vista.
In primo luogo, noi siamo l’unico partito indipendentista che ha esposto il suo simbolo non solo dove sapeva di essere radicato, ma anche dove lavorava per la prima volta a un radicamento.

Non di dimensioni si tratta, ma di libertà. (Gli orsi possono mangiare pesci ma non chi vola)

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di Paolo Maninchedda
Il fisco italiano, uguale da Aosta a Pantelleria, è sommamente ingiusto e anche la progressività dell’imposta applicata in contesti di accumulazione non paritari è ingiusta.
Ma dire che la pressione fiscale patita dalla Sardegna è doppiamente ingiusta (troppo alta e troppo indifferente al differenziale di ricchezza accumulata nelle diverse regioni della Repubblica Italiana), significa porre una questione di sovranità, giacché il fisco, cioè le tasse, sono la forma più impattante di intervento e di potere dello Stato. Qui sta il mio dispiacere con CNA, con Confindustria, con i sindacati e con tanti altri: lavoro, ricchezza e sovranità sono legati, invece tutte queste sigle, figlie dell’educazione italiana, arrivano con l’analisi sempre fino ad un certo punto e poi scappano.
Se si vuole un fisco più giusto si deve volere un potere più giusto.
Perché ci si lamenta del fisco e non si lotta per un potere sardo, moderno, agile, non fondato sul sospetto, orientato per la libertà, la ricchezza e il lavoro?
In altre regioni d’Europa, gli imprenditori grandi e piccoli hanno fondato gli Stati. Qui in Sardegna si fanno fare le diagnosi dagli altri. Per fortuna, non tutti.

I nostri soldi non vanno più a Roma

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di Franciscu Sedda
Il punto è che in questa partita la vera differenza fra una vittoria parziale ed una piena la farà la scelta fra il coraggio collettivo o la paura di non essere “all’altezza” dei nuovi compiti. L’articolo 2 e la legge sull’Ase delineano infatti potenzialità a 360 gradi, come si conviene ad un’azione legislativa che pur dentro il quadro giuridico dello Stato italiano prefigura il percorso di costruzione delle strutture dello Stato sardo.

La battaglia continua, il destino si conquista

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di Franciscu Sedda
Il destino è davvero avverso solo a chi dimentica la storia, a chi dimentica il desiderio di libertà. Noi ricordiamo. Noi siamo qui, a continuare quella battaglia e portarla finalmente alla vittoria. Noi siamo qui per conquistare il nostro destino: sa Repùblica de Sardigna.
A innantis!

Prima regola elettorale: non recitare e non dire che va tutto bene

19 maggio

di Paolo Maninchedda
Ieri la novità principale è stata il linguaggio.
Quando cerco la verità di me stesso; quando cerco il senso della storia; quando voglio guardare alla costruzione del mio popolo, allora cerco i discorsi rotti ma autentici, le persone affaticate dalla vita ma non vinte, le visioni ardite di chi non si accontenta. Nessun elettore vota per l’elenco delle cose fatte da un’amministrazione. Forse non lo si sa, ma l’elettore fa sempre un investimento di fiducia e dunque si chiede se il candidato sia credibile oppure no.

Incasseremo le nostre entrate. Questo lo abbiamo voluto noi

Vittoria

di Paolo Maninchedda
Quella di oggi passerà alla storia come il più importante risultato politico della Giunta Pigliaru. Il Governo italiano ha approvato le norme di attuazione dell’art.8 dello Statuto, cioè le nostre tasse.
Fino ad oggi non c’era riuscito nessuno. Si può dire tutto della strategia ‘morbida’ di Pigliaru col Governo italiano, ma questo è un fatto che gli dà ragione. Vedremo se ne arriveranno degli altri, ma anche se dovessero arrivare delusioni, questo rimarrà un successo, perché è stata veramente definita la vertenza entrate. Prima si è chiacchierato; prima ci sono stati premi e sgambetti a seconda di chi governava a Roma e in Sardegna; adesso ci sono norme chiare. Resta l’atto formale del Decreto del Presdiente della Repubblica. E non è un caso che ci si sia riusciti quando a presiedere la Commissione paritetica è stato un sardo, il senatore Francesco Sanna.
Un pezzo importante di questa vittoria è nostro, del Partito dei Sardi.

Gli Stati Uniti e l’autodeterminazione nazionale in Europa: i nuovi scenari e il tempo giusto della storia

Foreign

di Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

– In Europa stiamo entrando in una fase di rafforzato attivismo pro-autodeterminazione nazionale che coinvolge collettività che oggi sono parte di Stati importanti come la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna, l’Italia.

– Rispondere a questo attivismo pro-autodeterminazione riaffermando lo status quo e l’intangibilità degli Stati esistenti genera un’atmosfera di ansia, instabilità, incertezza.

L’educazione e la Asl unica

Salute

di Franciscu Sedda
Segretario Nazionale del Partito dei Sardi

Noi in Sanità siamo per semplificare, ridurre sprechi, implementare il merito, garantire qualità dei servizi per i sardi. Con ponderazione, giudizio, gradualità. Portando quanto più possibile evidenze a supporto di cosa è meglio unificare, in questo momento e per i fini che abbiamo detto, e cosa no. In ogni caso, siccome siamo educati, diplomatici e leali – ma non necessariamente “morbidi” – siamo pronti a confrontarci. E se ci sarà lo spazio a discutere laicamente in aula di emendamenti e migliorie. Al fine di creare un sistema sanitario sardo più ordinato, coordinato, trasparente, virtuoso, vicino ai cittadini e ai loro bisogni.

Grazie

Cagliari

Grazie ai tantissimi che hanno condiviso e stanno condividendo le immagini dei nostri ultimi due affollati eventi, a Losa e a Cagliari, non “coperti” dalle televisioni sarde. Grazie perché siete la dimostrazione che ci sono sardi che davanti alle difficoltà…