No a furbe ipocrisie, sì alla doppia preferenza di genere. La posizione del Partito dei Sardi

di Franciscu Sedda
Il Partito dei Sardi ha difeso l’esigenza della doppia preferenza di genere quando i partiti maggiori nicchiavano nella speranza che una nuova legislatura passasse senza che nulla venisse fatto. Il Partito dei Sardi ha lavorato in commissione perché il testo condiviso e concordato fosse aderente a quanto proposto dai Comitati che si sono lungamente battuti per la doppia preferenza di genere.

Poi, in aula, è iniziato il valzer dell’ipocrisia. Con un emendamento-truffa non solo si è stracciato l’accordo raggiunto in commissione ma si è prodotto un caos funzionale a mettere a rischio la doppia preferenza di genere. Il Partito dei Sardi a questi giochi non ci sta. Non solo non ci piace il rigurgito maschilista…

Il Partito dei Sardi su doppia preferenza ed emendamento non condiviso

Dopo aver difeso il testo sulla doppia preferenza di genere predisposto in Commissione, frutto di un ragionamento ponderato, il Partito dei Sardi, attraverso il Capogruppo Gianfranco Congiu e il Consigliere Piermario Manca, si pronuncia sull’emendamento all’articolo 1, che di fatto ha stravolto gli accordi:
«Diffidiamo delle alchimie e dei bizantinismi, soprattutto quando

Caos sanità. Quando si prenderà atto della gravità della situazione?

di Augusto Cherchi
È necessario e urgente prenderne atto: la garanzia dei livelli minimi di assistenza e il normale svolgimento delle attività assistenziali sono a rischio, mentre il pericolo di un’interruzione di pubblico servizio sempre più vicino.

Si tratta indubbiamente di affermazioni forti, ma considerato quanto sta succedendo nella sanità sarda ritengo doveroso e improcrastinabile un grido d’allarme e di denuncia forte e preoccupato.

Diversi episodi possono bastare per definire la gravità della situazione e la mancanza di coordinamento e di controllo che caratterizzano la sanità nell’Isola.
L’ATS (la famosa ASL unica che avrebbe dovuto produrre risparmi, maggiore efficienza e qualità dei servizi) ha bandito nei mesi scorsi una selezione…

Il governo italiano come il cane dell’ortolano: non fa e non lascia fare

di Gianfranco Congiu
C’era bisogno di questa patetica ammuina per rendersi conto che, a bocca di finanziaria, il nostro interesse a sterilizzare gli accantonamenti cozzasse inevitabilmente con quelli, opposti, del governo di Roma?
Se gli accantonamenti del 2017 che ci hanno fatto gridare allo scandalo, “pesavano” circa 3.9 miliardi, quelli del 2018 peseranno quasi 5 miliardi e mezzo, con un aggravio per la Sardegna di ulteriori 152 milioni.
Cosa dovevamo, quindi, aspettarci da un governo (è vero) geneticamente sordo ma che sugli accantonamenti è forte di un recente via libera della Corte costituzionale?
Cosa ci aspettavamo da chi ritiene di essere nel pieno della legittimità e che, anzi, bolla gli altri come sleali?

Lettera aperta al Primo Ministro italiano, On. Gentiloni

Esimio Primo Ministro italiano, On. Gentiloni,

premesso che non ho nulla contro di Lei come persona e che credo che i sardi e gli italiani possano vivere insieme come ottimi vicini di casa dentro il quadro di un’Europa politica, federale e solidale, ci tengo a renderLe chiaro perché ai miei occhi di cittadino sardo, prima ancora che di indipendentista, il governo che Lei pro-tempore rappresenta mi appare sciatto, irrispettoso, sleale nei confronti dei sardi e della Sardegna.

Il Governo che Lei rappresenta ha impugnato la legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate appellandosi all’articolo 9 dello Statuto sardo che secondo voi reciterebbe «la Regione può affidare agli organi dello Stato l’accertamento e la riscossione dei tributi propri». Peccato che l’articolo 9 non reciti così; peccato che l’articolo 9 dello Statuto sardo non dica quanto voi avete scritto nero su bianco ad apertura e sostegno del vostro ricorso. L’articolo 9 dello Statuto sardo dice che «la Regione può affidare agli organi dello Stato l’accertamento e la riscossione dei propri tributi».

Ora, che voi, non paghi di impugnare una legge voluta da migliaia e migliaia di sardi, sostenuta da decine di amministrazioni comunali, condivisa da partiti di ogni estrazione e schieramento, assunta e implementata nel programma elettorale e nell’azione dell’attuale coalizione di governo, votata dal Parlamento Sardo, apriate un ricorso basandovi su un articolo sbagliato – anzi, stravolto, perché questo accade invertendo “propri tributi” in “tributi propri” – delegittima moralmente e invalida praticamente la vostra pretesa di ricorrere.

Ma mi permetta di spiegarLe meglio perché parlo di sciatteria, mancanza di rispetto, slealtà.

No alle soluzioni per la rete viaria prospettate da ANAS

Non è tollerabile che l’ANAS ipotizzi soluzioni strategiche per la rete viaria della Sardegna ignorando bellamente Giunta e Parlamento sardi. Non è accettabile che l’ANAS lavori attorno ad un progetto di declassamento delle strade a due corsie senza che le massime istituzioni sarde sappiano nulla. Men che meno è accettabile che detto declassamento avvenga per «contenere i costi delle squadre manutentive».

Ricordiamo che da tempo, in sede di conferenza Stato/Regioni, è pendente un confronto, a tratti molto duro, per la determinazione della complessiva consistenza della rete stradale isolana e la proponibilità della strategia avanzata da ANAS va verificata all’interno del quadro complessivo.

Catalogna. Mozione e richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Parlamento sardo

I Capigruppo Gianfranco Congiu, Daniele Cocco e Pierfranco Zanchetta hanno depositato una mozione sui fatti della Catalogna con richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Parlamento sardo.

Il Partito dei Sardi, MPD Art 1 e UPC chiedono che la Comunità internazionale si faccia parte attiva per ristabilire i dettami di un confronto politico democratico, con il ripudio di forme e rimedi coercitivi.

Richiamando l’iniziativa degli oltre 150 sindaci e amministratori locali della Sardegna che, nel manifesto congiunto del 30 ottobre, stigmatizzano il silenzio delle istituzioni europee e riconoscono il risultato politico delle consultazioni referendarie catalane, chiedono che il Parlamento sardo rinnovi la solidarietà al popolo catalano, insista sulle richieste di cessazione immediata degli arresti per tutti gli esponenti

Sardegna. Amministratori indipendentisti uniti a sostegno della Repubblica Catalana

Con la presente vi do comunicazione di un’iniziativa collettiva da parte degli amministratori indipendentisti della Sardegna volta al sostegno e al riconoscimento della Repubblica di Catalogna.
L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di più di150 amministratori fra Sindaci, Vicesindaci, Assessori, Consiglieri e altri si stanno aggiungendo in queste ore.
Come spiegato nel documento allegato gli amministratori sottoscrittori del documento hanno preso parte chi a titolo personale chi come rappresentanti di partito. Questo ha consentito un’ampia partecipazione e un forte momento di condivisione fra forze politiche diverse.
Il Partito dei Sardi è felice di veder realizzato un momento di unità in nome della solidarietà internazionale e del diritto all’indipendenza. Siamo al contempo felici di aver dato il nostro contributo mobilitando la nostra rete di amministratori delle Comunità della Nazione sarda.

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

PdS riconosce la Repubblica catalana e invita il Parlamento Sardo a pronunciarsi formalmente per il riconoscimento del nuovo Stato

Il Partito dei Sardi si unisce alla altre forze parlamentari che in Europa in queste ore stanno riconoscendo la Repubblica catalana. Al contempo il Partito dei Sardi invita il Parlamento Sardo a pronunciarsi formalmente per il riconoscimento del nuovo Stato, dando seguito al gesto generoso e coraggioso fatto dal nostro Governo e dalla nostra Assemblea in difesa della democrazia e della celebrazione del referendum d’autodeterminazione del 1 Ottobre.

PdS su Catalogna: no alle violenze, sì all’autodeterminazione

«Censura contro le azioni di violenza della Guardia Civil ordinate dal Governo Rajoy in occasione del referendum per l’indipendenza dello Stato catalano che si è svolto il primo ottobre scorso, e solidarietà al popolo catalano, auspicando che prosegua il suo percorso pacifico in cui sia garantito il diritto di esprimersi su qualunque riforma inclusa quella sull’autodeterminazione”.

È il contenuto dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale della Sardegna prima del varo alla riforma della rete ospedaliera. L’odg, recependo un’integrazione chiesta in Aula dal capogruppo del Partito dei Sardi Gianfranco Congiu, chiede anche «l’immediata scarcerazione e remissione in libertà di quanti sono stati sottoposti a misure di privazione della libertà per i fatti connessi agli eventi dell’1 ottobre».

I soldi dei Sardi alla Sardegna

«Oggi si sta celebrando un’udienza a Roma davanti alla Corte Costituzionale sull’Agenzia Sarda delle Entrate, non è stato ritirato in alcun modo il ricorso così come era stato richiesto dal presidente della Giunta nei giorni scorsi. Questo atteggiamento va declinato a livello istituzionale in modo duro: bisogna difendere la leva tributaria del governo delle nostre entrate». Così il capogruppo del Partito dei Sardi, Gianfranco Congiu

Seconda Assemblea Metropolitana – Monserrato, 21 ottobre 2017

Si consolida l’esperimento della nuova assemblea politica itinerante del Partito dei Sardi del territorio metropolitano, tenutasi sabato 21 ottobre a Monserrato, che si appresta a diventare punto di riferimento per gli amministratori dei comuni dell’area vasta, con la crescente volontà di confrontarsi e di fare rete.
Tra le i temi di maggior rilievo spicca certamente quello dell’AMBIENTE, di cui il delegato del Partito dei Sardi in Consiglio metropolitano detiene la delega. Una tematica molto delicata, evidenziata in modo eclatante dai recenti e disastrosi sviluppi sull’inquinamento riscontrati all’interno dell’area protetta di Molentargius e dalla pessima gestione dell’emergenza.
Si è evidenziata anche la necessità di monitorare le iniziative e gli investimenti tesi a migliorare, facilitare e rendere omogenea la MOBILITÀ, altra tematica

Referendum e marketing

Cos’è successo veramente in Lombardia e in Veneto? Una intelligente operazione di marketing politico finalizzata solo al rafforzamento del peso contrattuale delle due regioni. La ricerca di una mobilitazione popolare in un tema già disciplinato dalla Costituzione (ricordo il 116 comma 3 – regionalismo differenziato – che consente alle regioni a statuto ordinario di negoziare con lo Stato nuove prerogative e competenze) è esponenziale di una strategia finalizzata SOLO ad aumentare il livello di competitività di quelle regioni.

«Proprio quello che qui non si vuol capire: i rapporti con lo Stato italiano devono seguire logiche di duro, anzi durissimo confronto altrimenti saremo destinati a soccombere».
Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi

Contro Juncker, Tajani e la decadenza dell’Europa noi nazioni storiche agiamo come ONE

di Franciscu Sedda
Nazione storiche come la Scozia e la Catalogna in questi anni hanno costruito grazie ad un indipendentismo progressista dei Paesi nuovi, improntanti all’europeismo più vero, pronti ad entrare da Stati indipendenti nell’Unione Europea, per contribuire a rilanciare la stessa idea d’Europa.

L’Unione Europea non se n’è accorta. Anzi ha girato la faccia dall’altro lato. Ha remato contro questi nuovi Stati preferendo assecondare i nazionalismi egoisti e conservatori degli Stati esistenti, sempre più attraversati da un miscuglio esplosivo di neoliberismo e xenofobia.

Si dirà che c’era da aspettarselo. Mai si era vista una classe dirigente “europea” così risibile, così incapace, così cialtrona. Basti pensare a come la UE ha indebolito le posizioni indipendentiste della Scozia a favore della Gran Bretagna per poi ritrovarsi come ricompensa quel bell’“ombrello” britannico che è stata la Brexit (e tanti saluti anche alla Scozia che voleva entrare in Europa).
Difficile ricordare cotanta ignoranza strategica.

Preoccupanti ipocrisie si aggirano in Sardegna ed Europa

di Franciscu‬ Sedda
La Spagna abolisce l’autogoverno catalano, commissaria un parlamento eletto e prova a prendere il controllo della TV pubblica e della polizia locale. Il tutto in nome della “legalità”. E da noi, per paura dell’indipendentismo sardo, certi “democratici” abboccano. E non contenti di favorire il ritorno dell’autoritarismo dicono pure che è tutto in difesa dell'”europeismo”. Peccato che mai l’idea d’Europa fosse caduta così in basso come ora. E tutto grazie a questi fini strateghi dell’ordine costituito