Abbasanta 23/9: l’intervento di Paolo Maninchedda

Benvenuti. Sapete tutti che quello di oggi non è un convegno.
Non siamo qui per approfondire la conoscenza di questo o quel tema.
Questa è una riunione politica per parlare di temi politici: libertà, diritti, poteri, equilibri, produzione e distribuzione della ricchezza, di elezioni, di governo, di poteri.
Solo che le persone quando si riuniscono diventano qualcosa di diverso da ciò che erano prima, da sole.
Quando gli stamenti sardi si riunirono nel triennio rivoluzionario del 1793-1796, all’inizio erano nient’altro che un vecchio parlamento cetuale di preti, baroni e funzionari regi; quando si trovarono insieme, pretesero di essere un parlamento che faceva leggi.
Quando si divisero, invece, si uccisero a vicenda…

Quando la pezza è peggiore del buco

Ci chiediamo cosa sia cambiato nel centrodestra nelle ultime 24 ore, ossia da quando un’inedita trasversalità centrosinistra – centrodestra ha di fatto salvato l’Assessore della sanità da un certissimo voto di censura politica sulla mancata attuazione della Rete Ospedaliera.
Cosa è cambiato?
Mah… di certo il rimedio che si cerca di mettere in campo con una nuova mozione di sfiducia evidenzia ancor più nitidamente che se solo 24 ore fa si fosse ragionato sul senso dell’ordine del giorno, senza far prevalere la voglia di oscurare una battaglia che era ed è di tutti, avremmo dato tutti impulso e slancio decisivi all’avvio di quella Rete Ospedaliera da noi votata un anno fa e ancora al palo.

Abbasanta 23/9 ore 10: Orgogliosi di dire da soli che la sanità va male

Ieri in Consiglio regionale è andata in onda una recita.
Da una parte il centrosinistra unito nella funzione di avvocato d’ufficio della sanità sarda, contestata ufficiosamente da moltissimi consiglieri regionali della sinistra, ma difesa ufficialmente in formazione a testuggine in nome di non si capisce bene che cosa.
Dall’altra il centrodestra che per paura del ruolo politico del Partito dei Sardi salva dalla censura l’assessore Arru.
In mezzo noi, a dire la verità su una sanità che non funziona e che solo i ciechi possono dire che funzioni.
Noi pensiamo che i sardi sappiano vedere e capire.
Ieri il centrodestra e il centrosinistra si sono alleati per salvare l’attuale sistema sanitario. Hanno svelato la loro complicità al ribasso.

Verso Abbasanta 23/9: onorati di essere riconosciuti come avversari

Oggi siamo costretti a leggere un comunicato di tutti i partiti che si riconoscono nel centrodestra italiano, compreso il Psd’Az, che dichiarano di non volere parlare con noi proprio per la nostra politica che pone prima la Sardegna e i suoi interessi nazionali e dopo le militanze. Prima per noi c’è l’idea della costruzione di uno Stato Sardo, da farsi rispettando le leggi e col consenso della gente, bandendo ogni ribellismo e lavorando sodo sull’educazione, la cultura e lo sviluppo. Noi siamo per un’Europa che non è né quella dei regolamenti immutabili di Juncker né quella dell’autoritarismo e del nazionalismo di Orbàn. Siamo per l’Europa dei popoli…

Ci spostiamo: da Tramatza ad Abbasanta. Siamo molti e non vogliamo creare disagi e disordini

Siamo molti; molti di più dei 200 iniziali. Le autorità ci hanno invitato a considerare che Tramatza è un luogo con parcheggi e capienza non adeguati ad accogliere un numero elevato di persone e di auto. Dobbiamo spostarci: stesso giorno, sempre domenica 23, sempre alle 10, ma si va al Centro Servizi Losa, km 124 SS 131.
Stanno aderendo molti amministratori ‘non allineati’, persone che vorrebbero occuparsi delle elezioni sarde senza schemi politici di appartenenza tradizionali e in forma non subordinata agli organi e ai leader dei partiti italiani.

Verso Tramatza 23/9: Siamo in molti. Regole per chi vuole intervenire

Le adesioni all’assemblea del 23 sono tali da far pensare a un evento molto più numeroso di quanto ci si aspettava.
Serve applicare piccoli accorgimenti organizzativi.
Il primo dei quali è essere sintetici.
È dunque necessario
– pensare interventi che stiano tassativamente tra i 3 e i 5 minuti;
– chi volesse iscriversi a parlare scriva a info@ilpartitodeisardi.eu;
– gli amministratori locali hanno priorità sugli altri…

Verso Tramatza 23/9: sanità: valdostani sì, sardi no. Subordinati no, liberi sì

A leggere le polemiche sul pronunciamento del Ministero della Salute sulla Rete Ospedaliera approvata dal Consiglio regionale della Sardegna si impara quanto sia giusto e importante educare e educarci alla difesa degli interessi nazionali della Sardegna (sempre che ci si sia esercitati a riconoscerli e a rispettarli) e al riguardo dovuto alla verità delle cose. I quotidiani sardi oggi sono intossicati dai comunicati stampa emessi ieri a tarda sera; non tengono invece conto dei fatti già accaduti e per giunta già raccontati, i quali svelano molto chiaramente che cosa è accaduto in sanità e che cosa sta accadendo.
Primo punto: quale rete ospedaliera sta attuando Moirano?

Salvini, o della provocazione

In una comunicazione malata di attenzione a vincere è la provocazione.

Il campione mondiale di questa strategia, ne abbiamo avuto diverse prove, è ovviamente il presidente americano Donald Trump, capace, con i suoi tweet incendiari contro (e con) Kim Jong-un, di rischiare un’escalation atomica pur di mantenere (o sviare) il centro dell’attenzione. Un altro campione è certamente Matteo Salvini, arrivato a provocare i giudici impegnati sul caso della nave Diciotti chiedendo che se la prendessero con lui. Posto poi, una volta iscritto nel registro degli indagati, gridare alla vergognosa persecuzione nei suoi confronti.

Parlando del Ministro degli interni italiano più che davanti alla trumpiana arma di distrazione di massa pare di trovarsi davanti alla provocatio nella sua più schietta radice latina…

Tutti in movimento, dopo di noi

È bastato ribadire la nostra linea congressuale che il mondo politico è entrato in agitazione.
Lo ripetiamo: noi siamo per costruire una vasta coalizione fondata e orientata sugli interessi nazionali dei sardi.
Capiamo che sia difficile capirci perché si è abituati a schierarsi sui confini del dibattito politico italiano, ma noi non rinunciamo a tentare di offrire ai sardi un luogo più avanzato di quelli cui si è stati abituati.
Abbiamo detto più volte che non ci interessano i porti da cui si parte: ci interessa una rotta interamente calibrata sui temi di più libertà, più poteri, più diritti e più ricchezza per la Sardegna.
Noi siamo oltre gli arroccamenti e gli isolamenti, i veti incrociati e tutte le pratiche che impediscono ai sardi di riconoscersi vicendevolmente e di unirsi.
Questa posizione ha aperto un dibattito prima stagnante e ne siamo soddisfatti.

Fisco: la persecuzione dei piccoli

I dati sul contenzioso raccontano la resistenza legale (quella più diffusa, invece, è lavorare in nero) dei piccoli di fronte all’incombenza del Fisco italiano.
In Sardegna sono pendenti presso le Commissioni tributarie provinciali 4.050 ricorsi. Di questi, 3.114 (pari al 76,8%) sono nella sola Commissione tributaria di Sassari. C’è da farsi una domanda: o a Sassari c’è veramente gente che lotta e si difende o c’è una persecuzione fiscale in corso che ha generato una ribellione legale.
Ma come vanno a finire i ricorsi?
Mediamente il 30% dei contribuenti se la scampa nel primo grado di giudizio. Un altro 10% vince nel secondo grado. (…)
Il Fisco mediamente vince una volta su due, cioè il Fisco sbaglia una volta su due.
Non è uno Stato, è una monetina lanciata in cielo.

Il PD come il cane dell’ortolano: non fa e non lascia fare

di Gianfranco Congiu
La nascita dell’Organismo Pagatore è momento cruciale per l’intera agricoltura sarda al punto che l’obiettivo politico dato dal Presidente Pigliaru, dietro nostra richiesta, ne prevedeva l’attivazione a dicembre 2017.

Perché tanto lassismo? Se il PD ritiene di archiviare il caso, derubricandolo ad una intemperanza di una forza politica verso un assessore regionale, si sbaglia e non coglie nel segno. Ci preoccupa che di fronte alle severissime procedure scandite dal Regolamento Albo Operatori Economici per il pre-riconoscimento degli Organismi pagatori (MIPAAF 2018) l’assessorato dell’agricoltura sia terribilmente in ritardo.

Sappilo Salvini, qui vincono i sardi balenti

La storia di Cala Gonone ci ricorda che ci sono sardi imbecilli e razzisti, che vogliono fare gli italiani salviniani e per questo dicono «Niente birra da quello lì che è nero», e ci sono sardi balenti, come Dionigio e Mamadou, che sanno qual è il valore e la ricchezza della diversità e sono i migliori testimoni della Sardegna futura. La bella notizia, l’unica vera notizia, è che da noi vincono Dionigio e Mamadou.

Governo sardo intervenga sul Ministro Toninelli: basta con lo strapotere ANAS, vogliamo partecipare al governo delle infrastrutture

Serve una società sarda delle infrastrutture che metta fine allo strapotere immobilizzante di ANAS e dia un’efficace politica infrastrutturale alla Sardegna e pari opportunità di lavoro alle nostre imprese.
Il monito non è l’ennesimo richiamo indipendentista di noi del Partito dei Sardi, che di questa battaglia abbiamo fatto una delle missioni della legislatura fino a far approvare l’articolo 7 della Legge Appalti, ma è emerso dall’Assemblea della Confindustria del Sud Sardegna, per bocca del suo presidente De Pascale.
Ora questo “sfogo”, che fra le altre cose ha ricordato come ANAS si trattenga per legge circa il 10% dei finanziamenti relativi alla Sardegna, dovrebbe essere inteso, meditato e fatto divenire azione politica forte, radicale, al più alto livello istituzionale.

Giovedì a Cagliari: primo test di rivolta fiscale. Con un post scriptum per il Qatar

Giovedì prossimo, a Cagliari, in Largo Felice 2, nel Palazzo Civico, facciamo un primo test di mobilitazione urbana contro il fisco italiano ingiusto.
Sappiamo bene che cosa stiamo facendo. Mentre in queste settimane molti soggetti politici cercano il Messia che faccia loro vincere le elezioni, noi continuiamo a preparare un’anima per le prossime elezioni.
Per noi le prossime elezioni sarde sono l’inizio di una pacifica guerra, la prima combattuta dai Sardi per i Sardi. Noi non partecipiamo all’arruolamento nel Centrodestra o nel Centrosinistra o nel Movimento 5 Stelle. Noi proponiamo a tutti i Sardi, qualunque sia la loro militanza attuale, di firmare un patto costituzionale sardo, di produrre l’unità dei Sardi, l’evento stroico più necessario e più inatteso, intorno agli interessi nazionali dei Sardi: poteri, libertà, fisco, trasporti, istruzione, ricerca, cultura ecc.
Noi proponiamo un’alleanza mai vista, oltre gli schemi e le abitudini, un evento storico.

Cinesi in Sardegna che pagano le tasse a Bergamo

Stiamo continuando a censire tutte le situazioni, dagli investimenti del Qatar a quelli della Cina, che determinano rendite per la Lombardia da attività svolte in Sardegna. Rendite, non lavoro o ricchezza, ma gettiti prodotti da soluzioni amministrative di privilegio, non da lavoro e rischio di impresa.
Oggi prendiamo in mano lo scabroso sistema degli impianti fotovoltaici in Sardegna. Si sa tutto delle follie degli impianti di Giave e Narbolia (cui eravamo, siamo e rimarremo profondamente contrari), ma si sa meno degli altri; utilizziamo per esemplificare la vicenda di due impianti di Nuoro e di Bitti …