Solidarietà del Partito dei Sardi a Doddore Meloni

Da circa un mese un cittadino sardo sta attuando uno sciopero della fame e della sete in difesa di un ideale politico, di una idea di libertà dei sardi e della Sardegna. Il tutto nel silenzio e nell’indifferenza generali.
La Segreteria Nazionale e il Gruppo del Partito dei Sardi nel Parlamento Sardo, quotidianamente impegnati…

Da Minciaredda a Fluorsid. La lotta per l’ambiente e l’indipendenza

di Franciscu Sedda
Nel 2003 come iRS portammo alla luce la “collina dei veleni” di Minciaredda, dove la SIR/Syndial aveva per anni seppellito porcherie di ogni tipo. Fu la coscienza indipendentista e l’amore per la nostra terra a darci la forza di fare un gesto pieno di rischi: difficile dimenticarsi il rumore degli elicotteri mandati dallo Stato che dalla notte prima ci pedinavano, l’odore acre del benzene che esalava mentre la ruspa squarciava l’abisso della nostra terra martoriata, gli sfoghi sulla pelle e le nausee dei giorni successivi, il rischio denuncia per invasione di proprietà privata e tanto altro. Fu un gesto che ebbe la forza di accendere i riflettori su di un fenomeno su cui tutti – istituzioni per prime – preferivano chiudere gli occhi.

A distanza di anni, dopo mille peripezie, inchieste, commissioni, sentenze di “disastro ambientale”, il percorso per bonificare quell’area è avviato con 250 milioni di investimento a carico di Eni. Chi inquina paga.

Verso una politica estera della Nazione sarda

di Franciscu Sedda
I grandi obbiettivi si raggiungono attraverso lunghe battaglie e accumulando molte vittorie. Nei giorni scorsi un evento ha segnato quella che per il Partito dei Sardi e per l’indipendentismo è una vittoria triplice su un campo fino a tre anni fa impensabile.

Le richieste avanzate da Sardegna, Corsica, Baleari sono state approvate da una risoluzione del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea che ne ha riconosciuto la legittimità. In particolar modo avanza l’idea che isole come le nostre abbiano diritto a regole diverse rispetto agli altri territori dell’UE in materia di spesa delle risorse e di deroga alle restrizioni relative agli “aiuti di Stato”… CONTINUA

O con la Sardegna o con manolesta

di Franciscu Sedda
24 ottobre 2017. Segnatevi la data. Perché sarà un altro momento decisivo nella battaglia fra lo Stato italiano e la Sardegna. Il giorno infatti la Corte Costituzionale italiana dibatterà a Roma in udienza pubblica il ricorso contro l’Agenzia Sarda delle Entrate. Non ci sono dubbi che la RAS e il nostro Governo saranno schierati a difesa della legge che mira a riportare a casa i nostri soldi e ad affermare la voglia di camminare senza dubbi e senza paure verso la sovranità tributaria e fiscale della Sardegna. Perchè deve finire il tempo in cui lo Stato italiano trattiene indebitamente i nostri soldi, come ancora accade con gli accantonamenti. Per questo chiediamo a tutti di difendere l’articolo 3 della legge ASE impugnato dall’Italia. Per questo la grande sfida è mobilitare il popolo sardo, sollecitare le forze vive della nostra società perché si lascino alle spalle piccole beghe per unirsi e concentrarsi su un grande obbiettivo collettivo perseguito da anni con il contributo di tanti.

Perché diciamo no al “regionalismo differenziato”

di Franciscu Sedda
Perché diciamo no al “regionalismo differenziato”? Perché il documento firmato a Cagliari il 28 aprile scorso dai Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni a Statuto speciale e delle Provincie autonome parte dal presupposto implicito che la Sardegna sia una regione d’Italia mentre la Sardegna è una nazione storica differente dalla nazione italiana. In quanto tale, quando la Sardegna pone il problema del superamento dell’attuale organizzazione dei poteri, lo fa – lo deve fare – non per riformare l’Italia ma per affermare davanti all’Italia la necessità del popolo sardo di avanzare sulla strada dell’esercizio dei suoi diritti nazionali e della sua prospettiva di autodeterminazione nazionale all’interno del quadro europeo.

COMUNICATO
L’autonomismo è morto.
No al neoregionalismo ad autonomie differenziate per la Sardegna

Cagliari, 28 aprile 2017
COMUNICATO STAMPA
«L’autonomismo è morto. No al neoregionalismo ad autonomie differenziate per la Sardegna»

«Non tutte le forze politiche del Consiglio regionale sono d’accordo con l’idea di neoregionalismo ad autonomie differenziate, per questo chiedo con quale mandato il presidente Ganau abbia sottoscritto ieri un documento di linee guida sulle prospettiva di riforma del regionalismo. Linee guide che nessuno in Consiglio conosce, e che ci avrebbe fatto piacere vedere prima dell’approvazione da parte del Coordinamento dei presidenti delle Assemblee delle Regioni a Statuto speciale; vedere e possibilmente discutere in aula, nel rispetto delle prerogative istituzionali del Consiglio». Così si è espresso questa mattina il presidente del Gruppo consiliare Partito dei Sardi, Gianfranco Congiu, intervenendo nel corso del seminario sull’autonomia che si è svolto nell’aula del Parlamento della Sardegna, a Cagliari.

L’incoscienza autonomista. Perché è sbagliato dedicare Sa Die a Giorgio Asproni

di Franciscu Sedda

«Io voglio vivere e morire italiano».
Così si esprimeva Giorgio Asproni nel 1852 in una lettera indirizzata da Napoli al suo amico, il canonico Giovanni Spano. Del resto fin dagli esordi del suo impegno politico e del suo ingresso nel Parlamento Subalpino nel 1848 i suoi intenti erano chiari, anzi, adamantini:

Mio principio massimo e primordiale è l’Unità dell’Italia a qualunque prezzo. Indi il convocamento sollecito della Costituente per stabilire un Regno vasto sopra basi le più democratiche, e restituire all’antica dignità la regina del Mondo (8 luglio 1848).

Che cosa significasse fare l’Unità dell’Italia “a qualunque prezzo” ce lo fa capire – più ancora che la sua partecipazione alla spedizione dei mille al seguito di Garibaldi – il fatto che davanti alla possibilità di un’unità monarchica e centralistica lui, massone che si professava repubblicano e federalista, era prontissimo a mettere da parte i suoi ideali e ad attaccare chi pure stimava, come il federalista Giuseppe Ferrari

L’indipendenza e il calderone: rimarcare i nostri valori contro il tentativo di confondere le idee

di Enrico Cocco
Con la conclusione del primo turno delle elezioni francesi, tra sospiri di sollievo e moniti di varia natura e preoccupazione, è necessario fare il punto sul linguaggio utilizzato dai mezzi di comunicazione rispetto alla lettura dei fatti e dei movimenti politici che da Brexit, presidenziali USA e recenti consultazioni d’oltralpe hanno caratterizzato il dibattito pubblico.
Sintetizzando tra l’ampio spettro di letture possibili, sulla carta stampata ed in televisione l’analisi più ricorrente vedeva grosso modo due fette politiche ed elettorali combattersi rispetto a un tema principale: gli uni si richiamavano a un processo già in atto, giocoforza da registrare, ovvero quello di una maggiore integrazione sovranazionale (pensiamo all’Unione Europea o ai trattati di libero scambio come il TTIP); gli altri invece puntavano ad una rinnovata forza dell’autorità statale, volta ad interrompere i supposti incontrollabili flussi internazionali di capitali ed esseri umani.

L’isolamento è l’unica cosa in cui siamo stati mantenuti dall’Italia

di Franciscu Sedda
Essere “isolati” è un prodotto politico. Questo dimostra fra le righe il dossier della Giunta sull’insularità. L’isolamento non è un fatto di natura ma il prodotto di una storia fatta di risorse sottratte e mai investite. È il prodotto di monopoli energetici, navali e aerei rapaci che convenivano all’Italia e mai ai sardi. È il prodotto di ingiustizie offensive come i mancati investimenti ferroviari motivati dal fatto che le nostre ferrovie non si collegavano con la rete italiana (sic!). L’isolamento è il frutto della dipendenza. Per questo l’apertura sociale ed economica della Sardegna fa rima con indipendenza.

#iosono141

In occasione del ventiseiesimo anniversario della strage del Moby Prince, l’Associazione 10 Aprile-Familiari Vittime Moby Prince ha organizzato a Cagliari una giornata per ricordare le 140 vittime.

Grazie all’interessamento del Comune di Cagliari, venerdì 7 aprile alle ore 10 è prevista una cerimonia per l’intitolazione dello spazio antistante la Capitaneria di Porto di Cagliari, che si chiamerà Piazza Vittime del Moby Prince.

La finanziaria e le sfide future

di Franciscu Sedda
Approvata una finanziaria quasi completamente rivolta al sociale, al lavoro, alla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Con diversi interventi mirati legati al rafforzamento della nostra identità culturale e nazionale (lingua sarda, memoria storica, dominio .srd). Eppure molto, moltissimo, resta ancora da fare. E per farlo, diranno in molti, servono ben più dei 7,6 miliardi di euro stanziati. Se questo è il punto allora vale ancora una volta la pena ribadire quanto come Partito dei Sardi andiamo dicendo da tempo e che non smetteremo di ripetere finché non accadrà.

Roberto Tramaloni rappresenta Cagliari alla manifestazione europeista

«L’Europa non cade dal cielo». Così diceva Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Europa.
L’Unione politica dell’Europa è infatti nelle mani di ciascun cittadino europeo. Così come la costituzione della Repubblica di Sardegna è nelle mani di ciascun Sardo che vuole entrare come Stato negli Stati Uniti d’Europa con pari dignità rispetto agli altri popoli europei. Sventolano le bandiere di tante Nazioni: è bello vedere Scozzesi e Sardi in prima fila.
Roberto Tramaloni, Partito dei Sardi

Assemblea degli iscritti del Partito dei Sardi di Cagliari

Ieri, lunedì 13 marzo, in una sala gremita, si è tenuta l’assemblea degli iscritti del Partito dei Sardi di Cagliari.
All’ordine del giorno le iniziative assunte e da assumere nel Consiglio comunale all’interno della maggioranza di centro-sinistra.
Dopo una breve introduzione del Segretario politico Roberto Tramaloni, sono stati dibattuti alcuni dei temi e delle iniziative da portare avanti perché Cagliari possa diventare una reale Capitale della Sardegna: la viabilità, le opere pubbliche, la sanità, l’edilizia, la formazione scolastica, l’università.

Il PdS e i suoi rappresentanti istituzionali sostengono il “Pacte Nacional pel Referendum” promosso dalla Catalogna

di Franciscu Sedda
Il Partito dei Sardi e i suoi rappresentanti all’interno del Governo e del Parlamento Sardo aderiscono alla chiamata fatta dalla società civile e dalle istituzioni catalane a sottoscrivere e sostenere il “Pacte Nacional pel Referendum” (Patu Nazionale pro su Referendum / Patto Nazionale per il Referendum) a difesa del diritto di autodeterminazione e dell’esercizio della democrazia in Catalogna.

Il futuro della Catalogna non può che dipendere dal popolo di Catalogna e dal suo diritto a scegliere democraticamente come dare concretezza al desiderio di libertà, autogoverno, giustizia, dignità che in forma sempre più partecipata ed evidente si è espresso in questi anni nelle piazze come nelle elezioni catalane.

Mettiamoci alla pari. Se ne abbiamo il coraggio.

di Franciscu Sedda
Se fosse per me il prossimo Parlamento Sardo dovrebbe essere di diritto composto dal 50% di donne e il 50% di uomini. Dovremmo farlo, almeno per una legislatura, per fare un gesto che ci aiuti a rimetterci in pari con la storia. Che possa rimetterci su una via condivisa che ci consenta di raddrizzare le storture millenarie di una società (quella sarda compresa) che comunque la rigiriamo è stata ed è maschile e, purtroppo, troppo spesso, maschilista.
Per me, dovremmo farlo. Per dare un gesto, concreto e istituzionale al contempo, di cosa significa per noi costruire una società sarda giusta, a misura delle donne, dei bambini, delle famiglie, di tutti noi.