Solidarietà al presidente Puigdemont

Il Partito dei Sardi esprime sdegno per l’arresto del presidente Puigdemont e chiama all’immediato pronunciamento le istituzioni nazionali sarde e tutte le forze politiche democratiche che hanno a cuore la tutela dei diritti individuali, la tutela della libera espressione del pensiero, la condivisione dei principi di giustizia e libertà che animano la lotta politica per l’autodeterminazione dei popoli e la tutela delle legittime aspirazioni delle Nazioni senza Stato […]

Va in onda la “lombardizzazione” della sanità sarda. E i nostri? Muti. Con una chiosa sugli obiettivi di una efficace mobilitazione popolare.

Mentre la gente scende in strada, protesta, fonda comitati per denunciare lo smantellamento dei servizi sanitari territoriali, mentre i sindaci restituiscono le fasce, i consigli comunali votano iracondi ordini del giorno, il 4 agosto […]
Di fatto, si stanno creano le condizioni per cui solo il privato potrà funzionare, libero dalla frammentazione e complessità dei momenti decisionali […]

Sosteniamo il referendum per una Giustizia Giusta

Il Partito dei Sardi sostiene e partecipa alla campagna referendaria per una Giustizia Giusta.

Nonostante siamo una forza politica ideologicamente  impegnata nel campo dell’affermazione e difesa dei diritti della Nazione Sarda, siamo altrettanto interessati al tema della tutela dei diritti individuali, non abbiamo paura di parlare di giustizia e sostenere le ragioni dei proponenti e in particolare dei Radicali (…)

I sei referendum per la Giustizia giusta: come partecipare

È stato predisposto il sito per i referendum sulla Giustizia giusta promossi dai Radicali e sostenuti dalla Lega (cosa che a molti fa venire il voltastomaco, a me fa un baffo, perché non sono leghista in nulla, ma se la Lega vuole concorrere a una causa giusta, questa non diventa sbagliata perché c’è anche la Lega) (…)

Il mal di Solinas

Il mal di Solinas è il mal di Sardegna, il male di una società che si è indebolita nei valori e nelle competenze ed esige un livellamento analogo in chi la rappresenta (…)
Quello che non si capisce è che Solinas sta creando ciò che Gramsci aveva chiamato la burocrazia bonapartistica, un vero nuovo partito, il peggiore, non impegnato ad amalgamare gli interessi legittimi in una società coesa, ma a rompere ogni vincolo sociale, ogni pensiero politico, e trasformare così la gente in senza partito legata però al governo da vincoli paternalistici, clientelari, professionali, caritatevoli, assistenziali e quant’altro.
In Regione si recluta sempre più senza concorso, si creano i dirigenti senza requisiti, si pone tutto sotto il Presidente e si crea la burocrazia del Presidente, la burocrazia riconoscente perché scelta a piacere (…)

Quando un indipendentista va via in punta di piedi

Per Renato Azara la scelta indipendentista era connaturata alla sua natura: un uomo indipendente, libero, senza paure, appassionato del mondo come lui non poteva che guardare alla Sardegna come essa merita, con la consapevolezza di chi sa riconoscere le cose di valore della storia. (…) E in silenzio, in punta di piedi, senza disturbare nessuno, se n’è andato.

I prigionieri catalani: la ferocia e la viltà dell’Europa

«Non si può mai smettere di protestare. Non si deve smettere di protestare». Disse: «io rispondo a un interesse superiore, che è molto personale ed è la voce della mia coscienza. Non ho nessun pentimento perché quello che ho fatto, ritengo che doveva essere fatto. Io accetto in tutto le conseguenze di ciò che ho fatto. Esercitare la disobbedienza civile (che non può essere mai violenta) è rinnovare il vincolo con la società. Questo non può essere oggetto di un giudizio penale» (…)

Vaccini e politica: si può non essere servi del denaro. L’esempio di Cuba

Non si può non ammirare lo spirito e la pratica della medicina dello Stato di Cuba. Intanto si tratta di una sanità pubblica che funziona: 150 morti a fronte di 11 milioni di persone. Intanto si tratta di una sanità di Stato cui l’Italia dovrebbe guardare, almeno per imparare il senso del dovere. E non mi si dica che quello di Cuba è un regime. Lo so benissimo! So bene delle carceri di Castro. Ma conosco anche (…)

Un altro amico ci ha lasciato

È morto ieri di Covid 19 il nostro amico Antonio Zedda, ex sindaco di Montresta, un uomo cui la vita non aveva risparmiato alcun dolore e che riusciva a non far pesare le sue prove a nessuno (…) Era un uomo fortemente avvinto alla Sardegna come alla sua patria, ma amava ed era anche molto curioso di altri popoli, di altri costumi, della bellezza della diversità delle persone.
Era un uomo e ci mancherà.

Dove e come ritrovarci: i sei punti di Lorenzo Palermo

Vi è il generalizzato trasversale “sentimento nazionale sardo” alimentato dal moderno senso dell’identità, che giustamente chiede di esser seriamente e non strumentalmente rappresentato.
Lega tutto ciò un desiderio di nuova etica nella politica.

Ritengo che compito essenziale di chi si considera classe dirigente (non solo politica) della Sardegna sia, oggi, quello di contribuire a sviluppare e rinforzare l’area sardista, nazionalitaria e federalista: senza lo sviluppo di un forte movimento in questo senso non può esservi progresso e benessere per i Sardi.

Dove ritrovarsi? Parlano i Rossomori

Bisogna trovarsi sicuramente per poi insieme andare a ritrovare tutti quelli che nel bene e nel male si sono dispersi.
È necessario trovare il luogo fisico per guardarsi negli occhi. Con chi costruire questo luogo?
Sicuramente con tutti quelli che hanno a cuore LA NAZIONE SARDA. Il mondo indipendentista e della autodeterminazione (…)

Semus in bàtoro e parimus duos

Si unu passu, naro unu e no mancu duos, aimus dépidu fàghere sos indipendhentistas fit cussu de unire sas fortzas chentza presuntziones de peruna zenia: sinono est a fàghere “corto circuito” e sa cosa no funtzionat, si frimmat,  amus prus pagu fortza de su chi podimus tènnere, damus prus pagu credibbilidade de sa chi podimus dare, semus in bàtoro e parimus duos e fintzas unu ebbia, no podimus fàghere promissas ca s’indipendhentismu rechedit libbertade e responsabbilidade, cumpeténtzias e cumportamentos chi cuncordent cun su bisonzu de guvernu de sa Sardigna ma parimus solu bonos a fàghere protestas (ojamomia sas protestas!), a murrunzare, a prànghere e a fuire emigrendhe e currindhe ifatu de totu sos bentos.

Come e dove ritrovarsi?

E dunque il problema è: come costruire una cornice ampia, ma coerente, dove ci si possa organizzare in modo non opprimente?
Come rendere esplicita da subito la necessità di produrre una lista alle prossime elezioni regionali che porti in Consiglio persone libere e capaci, senza che questo appaia come una proiezione opportunistica che svuoti di significato il percorso anziché arricchirlo?

Sardegna-Berlino 1989: prima o poi toccherà anche a noi

La domanda sorge spontanea: quando toccherà anche ai sardi di vivere un evento storico che riguardi direttamente la loro libertà, la loro responsabilità, il loro sviluppo?
Quando accadrà che disporremo del potere sui noi stessi che ci compete? Quando accadrà che potremo regolare il fisco in modo proporzionato al nostro sistema economico?

Fase 2: dopo Solinas, Solinas. A meno che…

Il periodo che separa il momento attuale dalle elezioni va impegnato a costruire la seconda gamba e ci vuole tempo, apertura, democrazia, pazienza, tenacia.
Il problema più grande è mettere insieme le persone.
Poi creare un clima di reciproca fiducia.
Poi lavorare a costruire un serio programma di governo.